Parlophone a Warner, le indie favorevoli

Parlophone a Warner, le indie favorevoli

A differenza delle recenti fusioni tra Universal ed EMI (dischi) e Sony/ATV ed EMI Music Publishing (edizioni), l'acquisizione della Parlophone (ovvero dei cataloghi di Pink Floyd, Coldplay, Radiohead, Iron Maiden, David Guetta, Deep Purple, Kate Bush, Kylie Minogue e di molti altri artisti) da parte di Warner Music, ufficializzata nelle ultime ore, incassa il plauso del mondo discografico indipendente. In primo luogo quello di Martin Mills, cofondatore del Beggars Group e soddisfatto dello "scampato pericolo" di una vendita alla cordata composta da Sony e BMG (un altro dei concorrenti in campo, accanto alla coppia formata da Chris Blackwell e Simon Cowell). "Che abbia vinto la Warner", ha dichiarato Mills a Music Week (la prima testata a dare la notizia), "è il miglior risultato possibile per il mercato, dal momento che la Commissione Europea aveva espresso il desiderio di creare una forza in grado di contrapporsi al consolidato duopolio di Universal e Sony. Siamo fiduciosi che ne conseguiranno diretti benefici per il settore delle etichette indipendenti così come per la comunità artistica". D'accordo con lui Charles Caldas dell'agenzia Merlin, secondo cui "questo risultato creerà un ambiente in cui sia Warner che il settore indipendente potranno concorrere in modo efficace". "Nell'arco di tutto il processo", ha ricordato Caldas, "abbiamo sempre messo in chiaro che un mercato costituito da due 'maxi major' e da una folla che insegue a distanza era foriero di pericoli per i nuovi servizi digitali più innovativi".

Dai quartieri generali della Parlophone, intanto, arrivano commenti positivi. A Music Week l'ad inglese dell'etichetta Andria Vidler ha detto di aspettarsi che una parte essenziale dell'organico troverà impiego anche presso il nuovo proprietario (il gruppo conta attualmente uno staff di 800-900 persone, due terzi circa dell'intero organico europeo della EMI prima dell'assorbimento in Universal). "Finora non ho avuto alcuna conversazione di tono negativo", ha aggiunto la Vidler a proposito delle reazioni dei manager degli artisti. "Credo che apprezzino il fatto che Warner e Parlophone, oggi, siano allineate: geograficamente e strategicamente sono complementari. La strategia artistica di Warner e il suo modo di lavorare con gli artisti è simile a quello della EMI e dovrebbe rendere la transizione più facile. Credo che molti artisti saranno felici di apprendere la notizia". La Vidler è convinta che "Warner capisca che gli artisti si fidano dei loro team di lavoro e sviluppano rapporti - relazioni di fiducia - con lo staff" e che, una volta combinate le loro forze, Warner e Parlophone possano sviluppare una quota di mercato seconda solo a Universal. "Assumendo che si superino gli ostacoli dell'Antitrust - e sono fiduciosa che questo accadrà - credo onestamente che potremo diventare una forza con cui fare i conti".

Anche David Kassler, nominato amministratore delegato di Parlophone dopo l'acquisizione a settembre della EMI da parte di Universal, si è detto soddisfatto dell'esito della vendita: "E' un giorno eccitante nella storia della nostra società", ha dichiarato a Music Week, ricordando che "Warner è una delle maggiori case discografiche al mondo e ha un roster incredibilmente forte di artisti che include Muse, Red Hot Chili Peppers, Aretha Franklin e Ray Charles".

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