Venduta la Parlophone, a Warner Pink Floyd e Coldplay (e parte della EMI)

Venduta la Parlophone, a Warner Pink Floyd e Coldplay (e parte della EMI)

Si riassesta l'equilibrio concorrenziale del mercato discografico mondiale: il gruppo Parlophone, già patrimonio della EMI poi ereditato da Universal, è stato venduto a Warner Music per 487 milioni di sterline, 572 milioni di euro circa. La transazione, tutta in contanti, è finanziata da un credito concesso da Credit Suisse, Barclays, UBS, Macquarie e Nomura e dovrebbe essere completata in estate dopo una consultazione con i dipendenti e previa approvazione delle autorità antitrust europee.

La vendita riguarda un gruppo di etichette (Parlophone, Chrysalis ed Ensign) e le attività discografiche della EMI in Belgio, Danimarca, Francia, Norvegia, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna, Slovacchia e Svezia. Ricchissimi il roster e i cataloghi interessati, che includono Air, Coldplay, Daft Punk, Danger Mouse, David Guetta, Deep Purple, Duran Duran, Edith Piaf, Gorillaz, Iron Maiden, Jethro Tull, Kate Bush, Kylie Minogue, Maria Callas, Pet Shop Boys, Pink Floyd, Radiohead, Shirley Bassey, Tina Turner e Tinie Tempah.

"E' una pietra miliare molto importante per Warner Music, che riflette il nostro impegno nello sviluppo artistico attraverso un rafforzamento del nostro roster mondiale, della nostra area d'azione globale e del nostro talento a livello dirigenziale", ha dichiarato Len Blavatnik, presidente e fondatore della capogruppo di Warner Access Industries, mentre l'ad di Warner Music Stephen Cooper ha aggiunto che "il fatto che il gruppo di etichette Parlophone diventi parte della nostra famiglia rappresenta per noi un'opportunità unica di associarsi a etichette discografiche e artisti leggendari altamente complementari alla nostra organizzazione preesistente da un punto di vista creativo, geografico e strategico". Cooper ha anche garantito che in Warner artisti e dipendenti di Parlophone/EMI "troveranno uno spirito e una cultura simile, dedicata ad assicurare l'ambiente più innovativo e il massimo sostegno. La continuazione dell'eredità e del brand di Parlophone sono un elemento cruciale per il futuro successo di questa fusione. Siamo orgogliosi che si uniscano a noi".

Soddisfatto dell'accordo si è dichiarato anche il presidente e ad di Universal Music Lucian Grainge, il quale ha spiegato che "in seguito alla transazione continueremo con il nostro programma globale di reinvestimento finalizzato a ricostruire la EMI e a garantire che la società sia in grado di raggiungere il suo pieno potenziale".

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