Primo Maggio, 1M Festival: un regolamento che suscita qualche perplessità

Primo Maggio, 1M Festival: un regolamento che suscita qualche perplessità

Nel giugno del 2003, quasi dieci anni fa, con Vittorio Sassudelli e Nicolò Zaganelli ho costituito il Comitato per la Tutela dei Giovani Artisti. Da allora, il Comitato ha fornito centinaia di consulenze gratuite, relativamente a proposte contrattuali discografiche e manageriali e a regolamenti di concorsi, con l’unico scopo di consigliare o di assistere i giovani musicisti che temessero di non essere o di non essere stati oggetto di trattamento corretto da parte degli interlocutori del music business.

Dico questo per spiegare che da allora, in particolare a me che frequento assiduamente i concorsi e i contest, ci è capitato con grande frequenza di mettere sull’avviso coloro che progettavano di iscriversi a un concorso, affinché non si trovassero poi vincolati da clausole poco chiare quando non vessatorie. Non sono un avvocato, sia chiaro: quando è necessario, anzi, cioè quando qualche punto di un contratto va oltre il normale buon senso e attiene a norme e regolamentazioni specialistiche, mi rivolgo a chi è ben più preparato di me.

Così ho fatto leggendo il regolamento di “1M Festival”, “il contest che ti porta sul palco del Primo Maggio” (lo trovate qui). Parecchi passi di questo regolamento mi hanno lasciato perplesso, ed è per questo motivo che ho chiesto un parere a un addetto ai lavori di sicura competenza.

Qui di seguito riporto le sue osservazioni. Non traggo conseguenze e non intendo minimamente dissuadere nessuno dal partecipare a questo contest, del quale non conosco gli organizzatori e nei confronti del quale (come nei confronti di tutto il Concertone del Primo Maggio) sono totalmente agnostico – né favorevole né contrario. Mi limito a informare, che è il mio mestiere. A seguire, i punti del regolamento a mio avviso questionabili e il parere dell’esperto. (fz)


9. Qualora l’artista non fosse il titolare del brano proposto è richiesta autorizzazione esplicita dell’Autore/Compositore con impegno scritto a cedere all’Organizzazione o a Editore indicato, se richiesto, i diritti relativi alle edizioni con le modalità e le quote previste dalla Siae:24/24-50%-50%.

Non si capisce se si tratta di errore di stesura o di ignoranza della legge e dei regolamenti Siae: questi infatti prevedono che il proprietario dell’opera – cioè l’autore – possa cedere ad un editore, al fine dello sfruttamento commerciale di un’opera, non più del 50% del copyright: quindi, in linguaggio tecnico-editoriale, il 50% del diritto di esecuzione musicale (DEM, o performing right) e i 12/24 del fonomeccanico (DRM). Quindi la quota a libera disposizione dell’autore è di 12/24 e di 50/100 (cioè del 50%). In ogni caso, c’è da interrogarsi sulla liceità (e sull’opportunità) di una tale richiesta di cessione dei diritti.


29. A fronte delle spese da Noi sopportate per l’organizzazione degli spettacoli, degli allestimenti e degli impianti, dei service, delle maestranze utilizzate per la realizzazione delle riprese televisive, in considerazione inoltre della totale gratuità per l’iscrizione e la partecipazione alle diverse fasi della Nostra manifestazione, e a fronte degli investimenti promozionali da Noi effettuati per la valorizzazione degli artisti/band e delle opere musicali eseguite i partecipanti si impegnano fin d’ora a concederci :

a) i diritti di artista-interprete-esecutore garantendoci da parte dei compositori-autori delle opere musicali relative alle esecuzioni effettuate, la cessione (a Nostro favore o a Società Editoriale da Noi indicata) dei diritti editoriali (con le modalità stabilite nelle ripartizioni indicate dai bollettini di deposito Siae)

Mi sembra si faccia confusione fra i diritti di AIE (tutelati attraverso IMAIE o altro istituto di riscossione dei diritti secondari) e i diritti d’autore ed editore. Il “sinallagma” contrattuale, cioè il valore prestazione/controprestazione per gli organizzatori sta nelle “spese da noi sopportate per l’organizzazione…”; ma le spese sostenute dall’organizzazione verranno compensate dai diritti televisivi, dagli incassi degli sponsor ecc., e il compenso non può derivare da una tassazione dei concorrenti. Per di più il guadagno – nel caso una canzone diventasse un grande successo – sarebbe del tutto sproporzionato rispetto a quanto offerto dall’organizzatore. Inoltre si lascia indeterminata l’indicazione dell’eventuale società (editoriale e/o fonografica) subentrante – fatto già contestabile di per sé.


b) i diritti di utilizzazione delle registrazioni audio e video da Noi effettuate dei brani musicali realizzati nell’ambito della manifestazione, attraverso ogni tipo di tecnologia, attraverso le piattaforme digitali dedicate, in formato MP3 o in qualsiasi altro formato, attraverso tutti i mezzi di comunicazione e di divulgazione gratuita e/o a diffusione commerciale, per Enti o Sponsor privati, in formato analogico e/o digitale

I diritti di utilizzazione devono intendersi limitati alla performance audiovisiva per quanto riguarda la diffusione dell’evento; non possono invece riguardare l’utilizzo commerciale della registrazione pura e semplice; tale clausola potrebbe entrare in conflitto con un preesistente contratto discografico (di esclusiva) ma soprattutto potrebbe creare difficoltà all’artista nel reperimento di un contratto discografico (si potrebbero riscontrare estremi di comportamento antisindacale a danno dei lavoratori, o comunque di abuso di posizione dominante). Il riferimento a Enti o sponsor privati, poi, induce a pensare che si intenda utilizzare la registrazione per scopi commerciali ulteriori rispetto all’avvenimento in sé, per cui questi eventuali ulteriori utilizzi dovrebbero essere disciplinati da una trattativa separata.


c) i diritti di usare pubblicamente e/o di far usare pubblicamente da terzi il Vostro nome, la Vostra fotografia, la Vostra immagine su locandine, poster, manifesti (merchandising)

Si deve intendere “limitatamente alla manifestazione”: andrebbe precisato.


d) i diritti di diffondere e di trasmettere e/o di far trasmettere, integralmente o parzialmente, le videoregistrazioni delle vostre performances da Noi realizzate, per telefonia, per radiodiffusione (diretta o differita), via web, via internet, via satellite, per televisione, in spot commerciali, con l’inserimento delle immagini e/o dei brani musicali in colonne sonore di film (anche televisivi) e di documentari (a lungo e/o a corto metraggio) negli Home video, attraverso la Pay TV, Cable TV, CD, CDR, DVD, via Satellite, via Web TV etc.) mediante riduzioni o adattamenti, senza limitazioni di spazio e tempo e con qualsiasi altro mezzo e modo.

Questa estensione dell’utilizzo dovrebbe essere condizionata all’approvazione di autori e interpreti, semmai prevedendo un compenso ad hoc, e comunque la clausola così formulata sembra contrastare apertamente con il diritto morale dell’autore, la cui composizione non può essere manomessa e/o alterata arbitrariamente, o associata a immagini che rechino contenuti potenzialmente lesivi alla reputazione dell’autore e dell’interprete, né utilizzata per fini di propaganda. Sostanzialmente, la liberatoria dovrebbe limitarsi all’utilizzo della performance “nell’ambito” della manifestazione e della sua diffusione, totale o parziale, a mezzo radio, tv ed eventualmente web.


32. L’organizzazione si riserva la facoltà di realizzare, al termine dell’iniziativa, un CD/DVD compilation contenente brani scelti tra quelli degli artisti finalisti del Contest stesso; gli artisti, con l’iscrizione e l’accettazione del presente regolamento, concedono fin da ora, a titolo gratuito, il nulla osta all’inserimento del brano audio/video in concorso all’interno dell’eventuale CD/DVD compilation e per tutte le attività connesse alla promozione e sviluppo del Contest stesso (fatti salvi i diritti spettanti all’Autore/Compositore. I diritti relativi al DRM verranno versati dall’Organizzazione nella Sua qualità di Produttore/Editore alla Siae). Tale CD/DVD verrà distribuito su tutto il territorio nazionale.

Altro punto controverso. Posto che i costi di registrazione sono a carico dell’organizzazione, è lecito considerare che la stessa trattenga la proprietà del master. Detto questo, non si vede perché non concedere una royalty agli artisti. Essi infatti già concedono la propria prestazione professionale in cambio di partecipazione, alloggio e vitto (limitatamente al catering): perché dovrebbero cedere anche l’utilizzazione fonografica a titolo gratuito? Quanto agli autori/compositori, vedi sopra.

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