E’ cominciato con il concerto del Beacon Theatre di New York (tutto esaurito) il quarto mini-tour americano di Lucio Dalla, a tre anni dal concerto del Madison Square Garden in coppia con Gianni Morandi. Dodici canzoni in un concerto aperto dai Ragazzi Italiani e “Mario il Napoletano” (?); dichiarazioni di amore incondizionato per New York (sta cercando casa da queste parti), e la sfida al mercato americano. Quest’estate dovrebbe uscire un suo disco completamente “made in USA”: “Penso che sia arrivato anche per gli italiani il momento di sfondare negli Stati Uniti. Il segreto sarà la contaminazione: il 2000 appartiene alla musica globale, come insegnano Madonna, Pavarotti e Bocelli”. In un’intervista apparsa sul “Corriere della Sera” Dalla giudica anche alcuni colleghi.
“Al concerto per il Papa sono rimasto sconvolto dalla freddezza di Bob Dylan; credo sia una vittima consenziente del proprio mito. Dà l’idea di essere profondamente debilitato, solo a guardarlo mi sono sentito male (...) Le Spice Girls sono un intelligente ma limitatissimo prodotto di marketing; i miei preferiti sono No Code, Prodigy, Enigma, Deep Forest, Prince e Madonna. Non ascolto molto la musica italiana perché non mi pare che tra i nomi importanti ci siano fenomeni significativi. Gli italiani sono troppo conservatori”.
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27/04/1998