Milano, presentato oggi il progetto Officine Creative Ansaldo

Milano, presentato oggi il progetto Officine Creative Ansaldo

Uno spazio polifunzionale nel pieno centro della città (dietro la stazione di Porta Genova) di 4000 metri quadrati - che diventeranno 7000 quando la struttura sarà definitivamente a regime - che propone spettacoli, concerti, mostre e incontri, ospitando anche corsi e laboratori, che non pesi assolutamente sulle casse comunali: questa la sfida, presentata oggi dall'assessore alla Cultura di Milano Stefano Boeri e da Claudio Trotta, patron di Barley Arts, storica società di promoting meneghina che - tramite gara d'appalto - si è assicurata da parte del Comune il primo semestre di gestione delle Officine Creative Ansaldo.

"Posso dire con certezza che questo esperimento sia unico, in Italia", specifica Trotta: "La gente si riempie la bocca di quante cose ci siano - per dire - a Berlino, ma io a Berlino ci sono stato qualche volta e spazi del genere non ne ho visti. Qui il Comune ci mette lo stabile, la fornitura di elettricità e il riscaldamento. Noi la responsabilità totale sull'area, sugli allestimenti e sulla programmazione, senza prendere un euro di contributi". Programmazione che spazia a 360°, da arti visuali al teatro, passando per musica, letteratura e conferenza, senza contare i laboratori e le attività destinate alla cittadinanza: "Il programma delle Officine (quello musicale è disponibile nell'apposita area di Rockol, ndr) è il frutto delle nostre proposte presentate nel bando, delle idee che aveva il Comune e delle proposte che il Municipio riceve quasi quotidianamente. E' una grande risorsa per la città, sia per chi l'arte la produce che per chi - la maggioranza - ne fruisce".

Esperimento già tentato, qualche amministrazione fa, sempre a Milano, con la Fabbrica del Vapore: "Esperienza però che - oltre al essere costata qualcosa di più al Comune, per essere portata allo stato dell'arte - adesso ha preso una strada diversa. Lì convivono varie entità che interagiscono di volta in volta per singole iniziative episodiche. Alle Officine c'è una regia comune che manda avanti un'attività, sette giorni su sette, ventinquattr'ore su ventiquattro. La Fabbrica del Vapore rimane una ricchezza per la città, ma questa è un'altra cosa". Una bella sfida, considerando anche il poco tempo avuto a disposizione per affrontarla e l'orizzonte temporale - un semestre - non eccessivamente esteso: "Lo sapevamo, quando abbiamo partecipato al bando. Sì, ci vuole un pizzico di follia per imbarcarsi in un'avventura del genere. Ma è una follia sana, indispensabile...".

Un'iniziativa del genere fa tornare prepotentemente d'attualità il tema della gestione degli spazi nelle grandi città italiane, tema da sempre travagliato tanto in tutto lo Stivale (si pensi all'Angelo Mai, a Roma) quanto nel capoluogo lombardo (l'ultima vicenda di rilievo, al proposito, risale alla scorsa primavera, quando venne occupata la Torre Galfa): "Vista la situazione attuale, soprattutto in prospettiva futura, è impensabile sperare che le amministrazioni distribuiscano fondi a pioggia per l'istituzione di realtà totalmente non commerciali, semplicemente perché le risorse non ci sono più. E' necessario, quindi, il dialogo tra diversi interlocutori per mantenere vive realtà del genere. Questa amministrazione ha il merito di voler rimettere in gioco gli spazi cittadini - penso ai bando per il teatro Lirico, per quello degli Arcimboldi, per la Rotonda della Besana - ma la buona volontà di un comune, purtroppo, non basta: ci vuole, dall'altra parte, chi sia disposto a rischiare rispondendo all'appello...".

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