NEWS   |   Pop/Rock / 28/01/2013

Dave Grohl, ode ai batteristi imperfetti: 'Meno tecnica, più personalità'

Dave Grohl, ode ai batteristi imperfetti: 'Meno tecnica, più personalità'

Scordatevi i millimetrici disegni di cassa (meglio, ovviamente, se doppia), i ritmi dispari ai limiti dell'impossibile e paradiddle metronomici: non è mica da questi particolari, parafrasando De Gregori, che si giudica un batterista. Ne è assolutamente convinto Dave Grohl, che nel corso della sua carriera, bacchette alla mano, ha ampiamente dimostrato di saperci fare: durante un'intervista rilasciata all'edizione americana di Rolling Stone, l'ex addetto alle pelli dei Nirvana ora reclutato allo sgabello dai Queens of the Stone Age ha ammesso di essere affascinato più dalla personalità che dalla tecnica di un batterista. Specie in questo ultimo periodo, dove l'inseguimento della perfezione pare abbia eclissato la ricerca dell'originalità.

"John Bonham era leggendario, ma - se lo ascoltate bene - scoprirete come non fosse preciso al millesimo", ha spiegato il frontman dei Foo Fighters: "Keith Moon era un batterista selvaggio, suonava come se avesse preso fuoco: era approssimativo e frenetico, ma era negli Who. Stewart Copeland? I suoi ritmi decollavano come un fottuto Space Shuttle, ma quelli erano i Police...".

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Oggi, invece... "Credo che per trovare il mio batterista ideale, oggi, dovrei ascoltare i bambini che si avvicinano allo strumento, perché di questi tempi la personalità dei musicisti è stata scippata dall'aspirazione alla perfezione, ed è un vero peccato", ha continuato Grohl: "E' bello sentire gente come Meg White (dei White Stripes, ndr), la mia batterista preferita di tutti i tempi, perché nessuno suona la batteria come la suona lei. O quell'altro dei Black Keys (Patrick Carney, ndr): guardatelo mentre suona, è pazzo. Così come il ragazzo dei Vampire Weekend. E' tutta gente che se cercasse di entrare alla Berklee School of Music (la più prestigiosa delle scuole di musica americane, ndr) verrebbe senza dubbio respinta, perché considerata gravemente insufficiente dal punto di vista tecnico. Eppure, il loro modo di suonare ha cambiato il mondo...".

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