Più soldi alla SIAE: crescerà (e di molto) il prezzo dei CD-R?

I produttori di elettronica di consumo e di supporti digitali sono in allarme per l'imminente approvazione di un decreto legislativo che dovrebbe moltiplicare la quota dei diritti SIAE facendo lievitare i prezzi al consumo di CD-R vergini e masterizzatori. Il provvedimento, che il consiglio dei ministri si appresta ad introdurre per recepire le recenti direttive UE in materia di diritto d'autore e diritti connessi in ambito digitale, prevede infatti un forte incremento delle royalty versate alla SIAE a titolo di compensazione per la copia privata di materiale audio e video e che la società degli autori ridistribuisce tra tutti gli aventi diritto, case discografiche e artisti interpreti compresi.

Se la nuova tabella tariffaria entrerà in funzione senza ulteriori aggiustamenti, la quota SIAE su un CD-R vergine da 74 minuti di durata si moltiplicherà per sette passando da 0,08 euro (circa 155 delle vecchie lire) a 0,56 euro (1084 lire), con il risultato- sostengono produttori e distributori – di far salire il prezzo al consumo a non meno di un euro e mezzo. Ma non è tutto, perché l'aumento colpirà ancora più duramente i DVD-R (2,04 euro, 3350 lire) e i CD-R dati che aziende e privati usano per archiviare informazioni di qualunque genere (nel caso di un supporto da 650 Mb la royalty si moltiplica per 16: da 0,05 euro, circa 100 vecchie lire, a 0,84 euro, 1626 lire); cresce sostanzialmente, infine, anche la percentuale SIAE su masterizzatori CD e apparecchi di registrazione, compresi gli hard disk: la “levy”, in questo caso, diventa del 3 per cento sul prezzo di vendita.
Buone notizie, dunque, per SIAE e SCF, la società di collecting che incassa i diritti sull'utilizzo del repertorio musicale per conto delle principali etichette discografiche. Ma il provvedimento è fortemente contrastato dai movimenti che difendono il diritto dei consumatori ad effettuare copie ad uso personale del materiale audio e video acquistato e che contestano soprattutto – forse con qualche ragione - il fatto che la royalty venga applicata indistintamente a tutti i supporti, anche a quelli utilizzati per archiviare foto digitali o dati informatici e non per copiare musica e film. Contro l'iniziativa si è già attivato il sito www.afdigitale.it, che punta a far cambiare idea al governo per mezzo di una petizione popolare.

Rockol ha cercato di contattare (senza successo) SIAE e SCS per ulteriori commenti: vi rimandiamo alle notizie dei prossimi giorni per eventuali aggiornamenti.
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