David Bowie, Tony Visconti su possibili live: 'Al massimo uno o due concerti'

David Bowie, Tony Visconti su possibili live: 'Al massimo uno o due concerti'

Sull'eventuale ripresa, da parte di David Bowie, dell'attività dal vivo in seguito alla pubblicazione di "The next day" - atteso nei negozi per il prossimo 11 marzo e ad oggi anticipato dal primo estratto "Where are we now?" - si è detto (e scritto) di tutto. Se, da una parte, la sua backing band sembra smaniosa di far uscire dalla tana il Duca Bianco e riportarlo quasi a forza sui palchi ("Un tour? Tutti vogliamo che lo faccia", fece sapere solo la scorsa settimana il suo chitarrista Earl Slick, dall'altra il suo storico produttore, Tony Visconti, sembra escludere ogni possibilità al proposito. O, almeno, sembrava. Perché se in prima battuta il producer nato a Brooklyn nel '44 aveva affermato che no, inutile sperare in un ritorno di Bowie sui palchi ("E' irremovibile, non intende esibirsi di nuovo dal vivo. Uno de ragazzi (in studio) gli ha fatto: 'Santo cielo, come facciamo a fare tutta questa roba dal vivo?'. E lui ha detto: 'Non dobbiamo farla'. E ha continuato a tornare su questo punto", dichiarò lui qualche giorno fa), nelle ultime ore - sempre a suo dire - la posizione della voce di Ziggy Stardust sembra si sia - anche se non di molto - ammorbidita.

"Ha detto che si esibirà se e quando sentirà di volerlo fare", ha riferito il produttore nel corso di una chiacchierata con i cronisti dell'edizione statunitense di Rolling Stone: "Di sicuro non ci sarà un tour. Per il resto non saprei. Credo che l'idea di fare uno o due concerti, tipo a Londra e a New York, non gli dispiaccia. Del resto lui con l'etichetta è stato chiaro fin dall'inizio, dicendo di non voler andare in tour o sottoporsi a quelle ridicolmente lunghe trafile promozionali. Disse chiaramente di voler pubblicare il primo singolo la notte del suo sessantaseiesimo compleanno e di lasciare che le cose potessero seguire il proprio corso senza interferenze. Nel caso dovesse averne voglia, però, può benissimo essere che almeno un concerto lo possa fare. Gli ho parlato giusto due giorni fa. Mi ha detto: 'Continuo ad essere davvero convinto di non voler andare in tour. Se potessi, farei giusto un solo concerto'. Ad oggi, però, nessuno ancora sa dove e quando".


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"Where are we now?" ha debuttato al numero sei nelle chart di vendita inglesi, dopo l'eventualità - solo ventilata dalla Official Charts Company - che il primo estratto da "The next day" potesse venire non conteggiato nelle classifiche d'oltremanica: prima della sua nuova pubblicazione, l'ultimo singolo di Bowie nella Top 10 del Regno Unito era stato "Jump they say", numero 9 nel marzo 1993.

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