Vendite dei cataloghi EMI, Impala chiede alla Commissione Europea di indagare

Vendite dei cataloghi EMI, Impala chiede alla Commissione Europea di indagare

Le recenti notizie relative all'acquisizione da parte di BMG dei cataloghi editoriali Virgin Publishing e Famous Music (messi in vendita da Sony/ATV) e del catalogo discografico Mute (posto in liquidazione da Universal Music) non hanno lasciato indifferente la comunità indipendente internazionale. Tanto che l'associazione delle indie Impala si è già rivolta alla Commissione Europea, cui spetta di approvare entrambe le operazioni, chiedendole di verificare che esse non finiscano in realtà per "rafforzare il duopolio esistente tra Universal e Sony".

Impala mostra preoccupazione anche per le indiscrezioni secondo cui Sony e BMG avrebbero unito le forze per tentare la scalata alla Parlophone e agli altri asset discografici messi all'asta da Universal proprio per venire incontro alle richieste della CE: "Universal e Sony sono state autorizzate a comprare la EMI a condizione che le loro dismissioni compensassero in misura adeguata la riduzione della concorrenza", sostengono i portavoce dell'organizzazione. "Perché questo succeda, è necessaria l'osservanza di alcune regole stringenti. In primo luogo, l'acquirente non deve avere nessun collegamento con il venditore. Secondo, il venditore non deve avvantaggiarsi dei disinvestimenti o riconquistare alcuna influenza commerciale sugli asset. Terzo, la dismissione non deve sollevare alcuna preoccupazione sul piano concorrenziale (il che esclude ogni coinvolgimento di Sony nelle offerte). Qualunque violazione di queste condizioni o altra irregolarità, così come qualunque esito, coordinato o no, che protegga la posizione di Sony o Universal è proibito e verrà bloccato dalla Commissione".

"Dall'inizio, sosteniamo che la musica non deve diventare una corsa a due e che è fondamentale consentire alle etichette indipendenti di essere competitive", sostiene il presidente esecutivo di Impala Helen Smith aggiungendo che "tutte le parti interessate a fare un'offerta per qualunque asset in vendita dovrebbero essere trattate allo stesso modo". Mario Limongelli, presidente dell'italiana PMI (aderente a Impala), ha invece ricordato che l'associazione italiana "si è sempre dichiarata contraria alle fusioni, a maggior ragione oggi che pare siano state violate le regole di acquisizione. La situazione è preoccupante perché diventa sempre più difficile competere sul mercato; era ben chiaro che parte della dismissione EMI dovesse finire al rafforzamento degli Indipendenti".

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