David Bowie, parla il chitarrista Earl Slick: 'Vogliamo portarlo in tour'

David Bowie, parla il chitarrista Earl Slick: 'Vogliamo portarlo in tour'

Il ritorno di David Bowie sulle scene dopo anni di silenzio (dieci anni, discograficamente parlando, poco meno, per quanto riguarda le sue apparizioni dal vivo) potrebbe concretizzarsi - oltre che nella pubblicazione del nuovo album "The next day", atteso per il prossimo mese di marzo (l'11, per la precisione, almeno nel Regno Unito) - anche in un tour: benché, infatti, sin dal primo momento, il Duca Bianco abbia messo le mani avanti lasciando intendere di non avere alcuna intenzione di promuovere la sua nuova fatica in studio per mezzo di contatti con la stampa o esibizioni dal vivo, la backing band dell'artista sta confidando che questa linea di isolamento totale venga prima o poi ammorbidita.

Logicamente, vista anche l'età di Bowie e i suoi passati problemi di salute, una eventuale serie di eventi sarebbe forzatamente limitata a pochi e selezionatissimi appuntamenti: il suo chitarrista storico Earl Slick, tuttavia, in una chiacchierata con il magazine Classic Rock ha colto l'occasione per fare il punto della situazione. "Un tour? Chi può dirlo?", ha riferito il musicista: "Certo, tutti vogliamo che lo faccia. Adesso come adesso, però, è tutto un grande 'se'. Per come è fatto, potrebbe chiamarmi domani e dirmi: 'Sai che c'è? Ecco la scaletta'. Davvero non saprei: non me la sento di parlare per lui o per il suo management. In ogni caso, a tutto il gruppo che suona con lui piacerebbe suonare dal vivo. Magari non un grande tour, ma sarebbe bello comunque andare là fuori a fare qualche concerto. E' ancora tutto da vedere, in ogni caso...".

Slick ha poi rivelato alcuni particolari della lavorazione di "The next day": "David si è messo in contatto con me da un giorno all'altro, la scorsa estate. Mi ha chiamato e mi ha detto: 'Sono pronto a tornare. Tu cosa stai facendo? Sei disponibile? Sei in tour?'. Gli ho risposto: 'No, ci sono. Dammi solo un periodo'. Allora l'ho raggiunto in studio: lui era già lì a registrare. Tutte le mie parti le ho finite nel mese di luglio".

Sul sound del disco, che il produttore Tony Visconti ha definito "molto rock", Slick ha precisato: "Posso dirvi questo: le canzoni sono state registrate da un mucchio di rocker. C'è anche una manciata di brani mid-tempo davvero belli, ma io sono più il tipo da pezzi rock...".

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