Vivendi pronta a rinunciare a cinema e musica? Gli americani giurano di sì

Il non detto, per ora, vale più delle dichiarazioni esplicite: ma sembrano esserci pochi dubbi sul fatto che nel futuro della mega-compagnia francese non ci sia posto né per la major discografica Universal Music (assorbita in seguito alla fusione con la canadese Seagram nel 2000) che per l'omonima casa di produzione e distribuzione cinematografica hollywoodiana.

Almeno questa è l'impressione che i dirigenti nordamericani del gruppo hanno ricavato dal primo incontro con il nuovo amministratore delegato di Vivendi, Jean-René Fourtou, stando a quanto alcune fonti informate dei fatti hanno riferito al quotidiano Los Angeles Times. Secondo queste indiscrezioni, Fourtou non ha fatto esplicitamente menzione dei suoi progetti riguardo al complesso Universal, ma il ferreo programma di “dimagrimento” che dovrà imporre al colosso malato che ha in cura da poche settimane (vedi news) non lascia intravedere molte altre soluzioni, in considerazione anche delle divergenze culturali e di vedute sempre più inconciliabili tra i pezzi grossi della corporation da una parte e l'altra dell'Atlantico. .


Sicuramente Fourtou non vorrà affrettare i tempi, e dunque sul momento e sulle modalità del probabile divorzio permane mistero fitto. Sarà da vedere per esempio se studios hollywoodiani e casa discografica resteranno a far parte della stessa famiglia, o finiranno piuttosto in mani diverse: sicuramente nessuna delle due rientra tra i beni patrimoniali di cui il nuovo ceo di Vivendi ha già disposto la vendita, e che includono invece alcuni rami secchi della pay-TV Canal Plus e, pare, la quota di partecipazione nella società di telecomunicazioni francesi Cegetel.
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