Music Control:
ecco come funziona

Il dibattito apertosi intorno al Music Control e di cui Rockol vi sta riferendo in questi giorni (vedi news) dimostra quanto meno una realtà incontestabile: a pochi anni dall'introduzione sul mercato, il sistema computerizzato di misurazione dei passaggi radiofonici e le classifiche di airplay compilate dalla società multinazionale che gestisce il servizio hanno modificato profondamente i meccanismi del marketing e della promozione discografica.
Ma come funziona il sistema che ha cambiato così radicalmente la natura dei rapporti tra emittenti radiofoniche ed etichette musicali? Lo abbiamo chiesto a Patrizia Meazza, ex manager discografica lei stessa (con una lunga e qualificata esperienza alla Ricordi), che dagli uffici milanesi di via Gonzaga gestisce la filiale italiana del Music Control. Il servizio è attualmente in funzione in 18 diversi paesi (europei, ma anche negli USA e in Messico), e sottopone a monitoraggio costante circa 700 emittenti in Europa, 37 delle quali in Italia. Gestito da una società, Media Control, che in altri paesi fornisce anche altri servizi di rilevazione nel settore dell'entertainment in cui è specializzata (classifiche di vendita e/o noleggio di CD, DVD e VHS, presenze nelle sale cinematografiche, ecc.), opera sul nostro territorio dal 1996, con un campione di emittenti costruito - dati Audiradio sull'ascolto radiofonico alla mano - in modo da assicurare una copertura di audience di almeno l'80 % regione per regione: nelle aree in cui i network nazionali si accaparrano la maggior parte degli ascolti, come Sicilia e Calabria, Piemonte o Liguria, non vengono monitorate emittenti locali, che invece fanno parte del panel in quelle regioni (come l'Emilia, il Veneto e la Puglia) in cui assumono rilevanza significativa in termini di ascoltatori. Per garantire la perfetta ricezione delle emittenti monitorate, il Music Control ha installato "punti di ascolto", antenne ed apparecchiature di rilevazione in cinque diverse città italiane, Milano, Padova, Ferrara. Bari e Napoli. Il campione stesso viene aggiornato periodicamente, sulla base delle variazioni di audience rilevate dall'Audiradio (in modo da assicurare sempre la copertura minima dell'80 % per ogni regione) e delle modifiche di "format" apportate alle emittenti stesse; tale aggiornamento avviene in genere su richiesta dei committenti, che oggi non sono solo le case discografiche ma anche gli stessi operatori radiofonici (dal panel sono naturalmente escluse stazioni, anche di grande ascolto, che non hanno carattere prevalentemente musicale).
Ma come si calcola l'airplay, e su quali brani musicali? La rilevazione, precisa Meazza, avviene solo ed esclusivamente sulle canzoni (o album) che le case discografiche sottopongono all'attenzione dei gestori del servizio; oltre alla classifica, gli abbonati possono richiedere informazioni più approfondite e dettagli statistici relativi, ad esempio, all'andamento di ogni singolo brano (naturalmente pagando il servizio aggiuntivo).
Tecnicamente, l'inserimento del brano - o album - di cui la casa discografica desidera "misurare" i passaggi radiofonici nel database del sistema comporta la lettura della traccia del CD da parte di un software che ne rileva alcune "impronte digitali" di riconoscimento, necessarie ad identificare il pezzo ogni volta che viene trasmesso, nelle 24 ore, da ciascuna delle emittenti soggette al campionamento (i brani vengono conservati nel data base finché rimangono "vivi" nella programmazione radiofonica). Canzoni ed album di artisti popolari a livello internazionale possono essere inseriti in qualunque punto del network, e cioè da qualsiasi sede del Music Control: se ciò accade all'estero, per attivare il servizio in Italia e sufficiente digitare un codice locale di attivazione; nel caso, sempre più frequente, dell'esistenza sul mercato di remix dello stesso brano, identificati da "impronte digitali" diverse, i passaggi vengono sommati tra di loro, poiché la classifica riepilogativa riguarda le canzoni piu ascoltate in radio. Non il numero puro e semplice di passaggi, naturalmente, perché in questo modo non si terrebbe conto del peso assai diverso, in termini di audience, che le singole emittenti inserite nel panel rappresentano. La classifica di airplay, dunque - che, lo ripetiamo, non è relativa a tutti i brani che passano in radio, ma solo a quelli di cui le case discografiche chiedono la rilevazione - viene compilata moltiplicando il numero di passaggi in ciascuna emittente per dei coefficienti legati all'ascolto della stessa radio nelle singole fasce orarie, in modo da garantire un valore diverso ad ogni singolo passaggio: un prime time su Radio DeeJay, è evidente, vale molto di piu di una programmazione notturna su una radio locale. La classifica stessa (che nella versione "standard" copre 100 posizioni) viene trasmessa su base settimanale, via e-mail, ai singoli committenti; è disponibile anche un accesso on-line che, attraverso una password personalizzata di riconoscimento, consente di consultare in tempo reale le variazioni di classifica e di disporre di informazioni aggiuntive come le Top 20 degli altri paesi, le chart share per case discografiche e i brani trasmessi in quel preciso momento da ogni singola emittente.

Da questa dettagliata spiegazione, dunque, appare evidente un fatto: che la classifica fornita da Music Control riguarda un certo numero di brani preselezionati dalle case discografiche, e non tutti i brani trasmessi dalle radio; e tiene conto dei palinsesti solo di alcune radio, e non di tutte le radio italiane. E allora, ci chiediamo, perché è invalsa l'abitudine, da parte dei quotidiani, di riferire della classifica di Music Control come della classifica "dei brani più trasmessi dalle radio italiane", punto e basta? Pigrizia, approssimazione, faciloneria, o (più semplicemente: ma forse sarebbe peggio) i colleghi non conoscono il meccanismo di funzionamento di Music Control? Dopo essercelo chiesto, l'abbiamo chiesto anche direttamente a loro: ve ne riferiremo domani.
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