Nicoli (EMI): 'Niente fusioni. Meglio soli'

Nicoli (EMI): 'Niente fusioni. Meglio soli'
EMI in vendita o oggetto di un nuovo tentativo di fusione, dopo quelli abortiti con Warner e BMG? Molto improbabile, assicura il presidente del gruppo britannico Eric Nicoli, che parlando ai giornalisti dopo l'ultimo meeting con gli azionisti, ieri lunedì 22 luglio, ha smentito voci ricorrenti negli ambienti internazionali e ha aggiunto di ritenere molto più realistico uno scenario futuro in cui la EMI continuerà a puntare solo sulle sue forze: “Ne siamo sempre più convinti, a due anni dal fallimento dal merger con la Warner”, ha spiegato Nicoli. “Già allora, del resto, lo avevamo detto a chiare lettere: se l'affare non fosse andato in porto, rimanere per conto nostro sarebbe stata l'opzione migliore”.
Magari pensando a rinforzare ancora le aree di business che godono di buona salute come le edizioni musicali, destinate tra l'altro a giocare un ruolo sempre più rilevante in un futuro in cui la vera risorsa strategica dovrebbe essere il controllo dei diritti sulle canzoni (più o meno piratate): e infatti la casa britannica ha già annunciato nuovi investimenti nel settore, con l'acquisizione del rimanente 50 % della Jobete Music, la casa di edizioni che amministra i copyright del celebre e ancora popolarissimo repertorio soul della Motown (Marvin Gaye, Stevie Wonder, Diana Ross, Martha and the Vandellas, Temptations ecc.).
La notizia della rinuncia a nuovi progetti di fusione, a dispetto di un presunto ammorbidimento degli organi antitrust europei che avevano bloccato i precedenti tentativi, non è piaciuta agli investitori di Borsa, che a Londra hanno reagito trascinando immediatamente il titolo EMI al ribasso del 2,7 %, a 215 pence. Gli azionisti dell'azienda hanno anche avuto da ridire sugli stipendi e le liquidazioni multimilionarie (in euro) che la società ha concordato di pagare ai suoi attuali dirigenti di vertice nell'eventualità in cui dovesse venire venduta, dopo aver già sborsato un milione di dollari all'ex amministratore delegato Ken Berry (vedi news) per risolverne il contratto. Ma Nicoli ha replicato che i contratti che la EMI stipula con il suo management non sono diversi da quelli della concorrenza e che non c'è alcun motivo per rivederne le condizioni. L'amministratore delegato ha anche garantito che la società resta in linea con i suoi obiettivi finanziari che prevedono il raggiungimento di un margine operativo del 9 % entro la fine dell'anno a dispetto della flessione in atto sul mercato discografico mondiale (- 4 %, secondo i dati più recenti): Atomic Kitten, Coldplay, Massive Attack, Phil Collins e Vines dovrebbero essere gli assi nella manica da calare da qui a fine anno per ribaltare i trend di vendita e migliorare la performance sul mercato.
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