NEWS   |   Italia / 05/01/2013

Valerio Negrini, l'ultimo saluto lunedì 7 gennaio a Milano. E poi...?

Valerio Negrini, l'ultimo saluto lunedì 7 gennaio a Milano. E poi...?

Lunedì 7 gennaio sarà allestita una camera ardente al Teatro della Luna di Assago (dietro al Forum) aperta a chi vorrà dare l'ultimo saluto a Valerio Negrini, il fondatore, primo batterista e autore dei testi dei Pooh prematuramente scomparso nei giorni scorsi. La camera ardente sarà aperta dalle 10 del mattino alle 17. La cerimonia funebre si svolgerà poi in forma privata.

 

Naturalmente questo è il momento del dolore personale, che va rispettato e condiviso. Ma la scomparsa di Negrini è, oltre che una seria perdita per la musica italiana, anche un serio problema professionale per i Pooh. Roby Facchinetti, Dodi Battaglia e Red Canzian hanno superato quasi indenni l'uscita dal gruppo di Stefano D'Orazio, avvenuta nel 2009. La perdita del loro autore di testi apre una questione di successione molto difficilmente superabile. Detto che una storia di collaborazione ultraquarantennale non è sostituibile alla pari, e pur tenendo presente che anche i tre attuali Pooh hanno già dimostrato in passato di possedere capacità di scrittura di testi, ci si chiede a chi potrebbero rivolgersi Roby, Dodi e Red nel caso intendessero avvalersi della penna di un solo (o principalmente di un solo) "paroliere".
Viene spontaneo pensare che il sostituto naturale di Negrini potrebbe essere colui che già lo rimpiazzò dietro la batteria nel 1971, e che nel tempo era diventato una sorta di "vice-Valerio". Ma questa è un'ipotesi tutta da verificare: D'Orazio ha lasciato i Pooh per scegliere nuove avventura professionali, che per il momento si sono indirizzate principalmente nel campo del musical, con la stesura dei testi in italiano delle canzoni degli Abba per il musical "Mamma mia" e poi con "W Zorro" (ma già per "Aladin", nel 2010, da lui voluto e scritto, D'Orazio aveva chiesto le musiche ai suoi ex colleghi). Sarebbe, se si verificasse, una scelta nel segno della continuità quasi simbolica.
Naturalmente non è da escludere che i Pooh possano anche avvalersi di più collaboratori, o (addirittura) suonare e cantare canzoni scritte da altri sia per i testi sia per la musica. E, ripeto, queste sono considerazioni premature, che paiono addirittura irrispettose. Ma mi sento di scriverle adesso non solo in nome dell'interesse professionale, ma anche (se mi è permesso) per l'amicizia personale che da quasi quarant'anni mi lega ai Pooh, ai quali qui, pubblicamente dopo averlo già fatto in privato, rivolgo le condoglianze più sincere anche da parte di Rockol. (fz)

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