Addio a Patti Page, con 'Tennesse waltz' diventò la regina del country pop

Addio a Patti Page, con 'Tennesse waltz' diventò la regina del country pop

Una delle più popolari voci del pop & country americano, Patti Page, si è spenta a 85 anni il giorno di Capodanno a Encinitas, in California. Celebre soprattutto per la sua interpretazione di "Tennessee waltz" (classico crossover pubblicato nel 1950, inizialmente come lato b del singolo natalizio "Boogie woogie Santa Claus", e capace di vendere dieci milioni di copie), era nata l'8 novembre del 1927 a Claremore, Oklahoma, con il nome di Clara Ann Fowler. Il nome d'arte lo aveva adottato lavorando a un programma radiofonico di un'emittente di Tulsa in cui aveva rimpiazzato una cantante chiamata, appunto, Patti Page. Fu proprio grazie a quello show che incontrò Jack Rael, direttore d'orchestra che dopo averla sentita cantare alla radio decise nel 1946 di diventare il suo manager. All'anno successivo risalgono il contratto discografico per la Mercury Records e le prime esibizioni nei maggiori night club dell'area di Chicago da cui la sua carriera spiccò il volo. Registrando il brano "Confess", nel 1947, la Page introdusse anche una innovazione tecnologica destinata a diventare un marchio di fabbrica e a fare fortuna: poiché il limitato budget a disposizione non le permetteva di ingaggiare delle coriste, decise con Rael di sovraincidere lei stessa le sue parti vocali di supporto.





Il suo primo grande successo, "With my eyes wide open I'm dreaming", arrivò qualche anno dopo e la lanciò come la maggiore interprete femminile degli anni Cinquanta: alla fine di quel decennio i dischi venduti superarono i 100 milioni di copie (tra i suoi maggiori hit si ricordano anche "Doggie in the window", ''Mockin' bird hill", ''Hush, hush, sweet Charlotte", "Allegheny moon" e "You never looked that good when you were mine" incisa in coppia con George Jones).

Prima cantante a condurre programmi televisivi su tutti e tre i maggiori network e molto popolare anche come attrice (in pellicole come "Elmer Gantry", "Il figlio di Giuda", a fianco di Burt Lancaster, e "Boys' night out", "Venere in pigiama", con James Garner e Kim Novak), la Page - nota con il soprannome di "The singing rage" - dovette tuttavia attendere il 1991 per vincere il suo primo Grammy con l'album "Live at Carnegie Hall - The 50th anniversary concert". Il 9 febbraio prossimo avrebbe dovuto recarsi a Los Angeles per ricevere dalla Recording Academy organizzatrice degli Awards un premio alla carriera.

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