Liverpool, tutti i nomi della nuova scena pronta ad esplodere

Che Liverpool non fosse più solamente la città dei Beatles lo si era capito da un pezzo. Sebbene i nomi partoriti non siano stati forse eclatanti come quelli della non troppo lontana Manchester, nel tempo si è sviluppata una vigorosa genìa: Echo And The Bunnymen, Frankie Goes To Hollywood, La's, Shack, Teardrop Explodes e fino ai più recenti Clinic. L'ultimo numero del New Musical Express giunto in Italia in forma cartacea, nelle nostre edicole da giovedì 18 luglio, contiene un'interessante inchiesta attraverso la quale si delinea una vera e propria nuova scena pronta ad esplodere. A differenza però dei loro simili "sudisti" (dell'Inghilterra, s'intende), intrippati con punk, emo e garage, i gruppi di Liverpool propendono, un po' a sorpresa, per filoni musicali apparentemente retrò: psichedelia anni Sessanta (Love, Beach Boys, Arthur Brown), reggae, blues e le canzoni di Bob Dylan e di Captain Beefheart. Chiave di volta della "new scene" pare sia stata la one-night "Bandwagon" del locale Zanzibar, serata che si svolgeva ogni primo sabato del mese appunto allo Zanzibar e che è servita per mettere in contatto i gruppi di Liverpool che altrimenti non si sarebbero mai conosciuti. Ma quali sono i nomi sui quali l'NME punta? Innanzitutto i Coral, un po' i demiurghi del movimento: i sei giovanotti, che la Sony ha assoldato per un milione di sterline, pubblicheranno il loro album d'esordio alla fine del corrente mese. Poi sono da annoverare i Crescent, i quali, nonostante abitino a soli tre chilometri dai Coral, tengono particolarmente a distanziarsi da loro perché si ritengono "più mainstream"; il loro primo album giungerà nei negozi nel prossimo settembre. Modestamente anelano ad occupare i posti attualmente detenuti da Oasis, Travis e Stereophonics. Quindi il gruppone in attesa della volata: Hokum Clones, Tramp Attack, Cranebuilders (EP d'esordio il 22 luglio), Zutons (fanno "country, spaghetti western e blues", debutto discografico il 19 agosto), Bandits (primo singolo, "The warning", il 12 agosto) e Danny Conors. Quest'ultimo ovviamente non è una band bensì un artista solista. Il servizio del settimanale musicale britannico, che quest'anno peraltro festeggia il suo cinquantesimo compleanno, non poteva non concludersi con qualche consiglio sui locali in cui bere ed andare ad ascoltare musica. Club consigliati per un drink (o due): il La'Go in Colquitt Street ed il Brewery in Berry Street. Per i concerti: Bandwagon allo Zanzibar in Seel Street ed Acoustic Engine al Masque, anch'esso in Seel Street. L'NME lancia anche un piccolo avvertimento: se per caso siete in giro per Liverpool al venerdì od al sabato sera, evitate come la peste le vie più centrali della città. Sono ore in cui le strade si trasformano in quella che gli abitanti stessi definiscono "Beirut".
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