Cristina D'Avena festeggia trent'anni di carriera: l'intervista di Rockol

Cristina D'Avena festeggia trent'anni di carriera: l'intervista di Rockol

Cristina D'Avena, classe 1964, festeggia 30 anni di carriera discografica. Incomincia con "30 e poi... Parte prima", un cofanetto da 3 cd con le 70 sigle originali dei cartoni più famosi dagli anni Ottanta a oggi, uscito il 27 novembre per RTI/Sony. Concluderà a fine 2013 con l'uscita di "30 e poi... Parte seconda”.

Fra le tracce di questo primo disco, anche qualche chicca: 3 sigle inedite (una del '95, una del '99 e una del 2009), una reinterpretazione del classico natalizio "O holy night", un megamix dei suoi più grandi successi degli anni '80 e una cover-omaggio a Lucio Dalla ("L'anno che verrà"). Partiamo da qui: Cristina, hai mai pensato di smettere di cantare sigle e fare un album di canzoni “per adulti”? "Sì. Mi piacerebbe anche scriverle: potrebbe essere uno stimolo e un arricchimento professionale. E, se trovassi il pezzo giusto, mi piacerebbe anche provare Sanremo”. Non per questo Cristina coltiva rimpianti: "Festeggiare questi 30 anni di carriera è una meraviglia perché il tempo passa, ma tutto quello che ho fatto e sto facendo rimane. La gente continua a volermi bene e a scrivermi come il primo giorno. E questa è l'emozione più grande. Dall'anno scorso ho deciso di aprire il mio fan club, che seguo personalmente e sta andando molto bene. Ora sono di nuovo in tour con quei matti dei Gem Boy”. Quello fra la D’Avena e la band bolognese che in tempi non sospetti le sigle dei cartoni animati le sfotteva distorcendone i testi, e cantava "Ammazza Cristina", è un binomio ormai collaudato. "Paradossalmente funzioniamo proprio per questo: ci siamo venuti incontro a vicenda. Io sono quella dei cartoni, buona, brava e gentile, che cerca di smorzare i toni, e loro gli scalmanati, quelli che fanno i dispetti, pur cercando di stare nei ranghi”.
È un pubblico inaspettatamente trasversale quello che va ad ascoltare i loro concerti: ci sono bambini piccoli, ragazzi e addirittura nonni. “Le canzoni più richieste sono ‘Pollon, Pollon combinaguai’ e ‘Occhi di gatto’, la più richiesta in assoluto ‘Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo’. Ma quella a cui rimango più affezionata è senza dubbio ‘Kiss me Licia’, che mi ha resa famosae a cui poi è seguita la serie tv in cui ho recitato, ‘Love me Licia’. Recitare mi piace moltissimo”.

Cristina è stata l'unica ad aver partecipato due volte allo Zecchino D'Oro, con “Il valzer del moscerino” nel 1968 e con “E’ fuggito l’agnellino” nel 1971, in coppia con Marilena D’Ambrosio. "Lo ‘Zecchino’ non è più quello di una volta: i bambini son sempre loro, però la manifestazione ha perso naturalezza e spontaneità. Un tempo era ingenuo e genuino. Adesso è commerciale". Anche sui talent per piccoli cantanti la D’Avena è perplessa: "Bisogna fare molta attenzione, perché in gara ci sono dei bambini. La questione è delicata: c'è competizione, vincono, perdono, vengono giudicati. Un’esperienza così per un bambino può essere dolorosa. Un altro conto è lo Zecchino, dove però si premia la canzone, non il bimbo. Senza contare che il timbro vocale cambia, per cui magari a 10 anni li applaudono, poi cambiano voce e gli dicono che non vanno più bene". Cristina è tornata in tv l'anno scorso per far cantare bambini e famiglie con "Karaoke Super Show", sul nuovo canale kids di De Agostini. "Mi sono divertita da morire: vedremo se rifarlo anche quest’anno”.
Delle sue preferenze musicali, Cristina racconta: "Dai canti gregoriani a Bob Sinclair, ascolto di tutto. Amo David Guetta, sono matta scatenata e adoro ballare". Dopo 30 di carriera, la reginetta delle sigle TV ha mai pensato a un possibile erede a cui passare il testimone? "Sinceramente non saprei... per adesso continuo a cantarle io!".

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