Un primo ascolto di alcuni brani del nuovo album di Neffa '107 elementi', «disco di hip hop non di nicchia»

Un primo ascolto di alcuni brani del nuovo album di Neffa '107 elementi', «disco di hip hop non di nicchia»

Niente interviste, ma soltanto l’ascolto di una decina di brani tratti dal suo nuovo e imminente album, “107 elementi”, in uscita il prossimo 23 aprile. Qualche giorno fa al Jungle Studio di Milano è stato possibile ascoltare qualcosa del tanto atteso nuovo album di Neffa e farsi, di conseguenza, un’idea.
“E’ un album di hip hop non di nicchia, ma che porta questo genere allo stesso livello di tutti gli altri stili musicali. E’ un album che potrebbe benissimo piacere a chi compra Celine Dion”, ha detto in apertura (e a dire il vero non senza provocare un certo smarrimento) il produttore esecutivo Marco Conforti. “Un album che piacerà a chi ascolta Pino Daniele o Franco Battiato, perché a suo modo fa parte della cosiddetta canzone d’autore”. Si parte poi con gli ascolti, non senza prima avere appreso che Neffa e Deda (insieme a Gruff costituiscono i Sangue Misto, formazione hip hop tra le più importanti in Italia) apriranno presto una propria etichetta - la “Sangue Misto Records, o Viaggi, o Crociere”, ha detto Neffa, “sul nome dobbiamo ancora decidere...” - che pubblicherà i lavori di nuovi artisti: la prima uscita dovrebbe riguardare il vocalist preferito di Neffa, Al Castellana (già in tour con lui e adesso voce nel singolo “Non tradire mai”). Passando ai brani, scorrono in sequenza l’intro del disco “Il resto è nella mente”, “Guerra e Pace”, “Non tradire mai”, (già primo singolo dell’album, forse un po’ troppo melodico) e poi ancora “Solo fumo” (che, oltre a riunire i tre Sangue Misto, vede la partecipazione di Mell’o e dei napoletani La Famiglia con un intervento esplosivo), “Nella pioggia” (con un campionamento di John Coltrane e il rapper Dre alla voce), “Vento freddo” (“ispirata ad una storia simile a quella raccontata nel film “Birdy”, ha detto Neffa), “Suona ancora”, “Elementi” e, per finire, “Carcere a vita”, brano dedicato ai misfatti commessi ai danni della musica che non mancherà di accendere qualche polemica. Il testo, infatti, gioca con riferimenti neanche troppo oscuri a musicisti nostrani, rei di aver ucciso la musica: il ritornello? “la vittima è la musica l'accusa è di omicidio”.
Nonostante sia stato inviato alle radio come pre-singolo rispetto a “Non tradire mai”, “Carcere a vita” per ora lo hanno notato in pochi. Il testo del brano, come dicevamo qualche riga sopra, non va tanto per il sottile con una serie di artisti italiani rei di avere ‘ammazzato la musica’: “Ho visto personaggi discutibili/ tentare di uccidere il funk/ sub-caciosi fiacchi emcì ridicoli/ stringere il rap ai testicoli/ troppi parolai credersi Mogol/ troppe voci senza soul...” esordisce Neffa nel breve brano, tirando la prima stoccata ai finti rapper e b-boy in circolazione, ma poi si fa più preciso nell’andare a bersaglio: “...questo è lo scenario e resta amaro anche se aggiungo zucchero (più chiaro di così)/ in un mondo che... c'ha le leggi sue/ credi che sia Lucio che ha copiato gli Audio 2 (come sopra)/ che ha la faccia come Sting (Nek)/ chi parrucca il Boss (Ligabue)/ prima o poi Castagna mi parruccherà Diana Ross.... perché alla radio l'intervista è finta e non solo/ li vedi in video farsi più viaggi anche di Marco Polo (critica a quanti fanno video in posti esotici o supercostosi o velato riferimento a Jovanotti?)”. La conclusione è nel tipico stile Neffa, che fa anche un paio di nomi di quelli che salva: “vorrei averli tutti con Pino o i Casino/ e invece sono troppo accomunati da un solo destino e già da mo'....”. A proposito di carcere, una curiosità sul brano sta nell’utilizzo di un campione di un oscuro disco di un altrettanto oscuro cantante napoletano, tale Antonio. Sul disco originale, utilizzato da Neffa per la sua base, non c’è alcun tipo di indicazione che permetta di risalire al proprietario dei diritti, ragion per cui probabilmente la casa discografica farà un atto notorio in cui si impegna a mettere a disposizione del cantante, o dell’avente diritto, la sua parte di profitti derivanti dalle vendite del disco.

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