USA, anche Sharman (nuovo proprietario di KaZaA) finisce sotto processo

I giudici americani hanno accolto le richieste degli enti che rappresentano le case discografiche e l'industria cinematografica statunitense, RIAA e MPAA, che chiedevano di poter includere anche Sharman Networks, il nuovo titolare del software KaZaA, tra i convenuti in giudizio nella causa da loro proposta contro alcuni tra i maggiori promotori dello scambio non autorizzato in rete di file audio e video: KaZaA, appunto, Grokster e StreamCast Networks, titolare di Morpheus (vedi news).

L'azione legale di etichette musicali e studios cinematografici si era indirizzata inizialmente contro la società olandese KaZaA BV; nel febbraio scorso però (vedi news), l'omonimo software (che, a differenza di Napster, consente agli utenti di scambiarsi i file in libertà con il sistema peer-to-peer senza doversi sottoporre al “filtro” di un server centrale) era stato acquistato da Sharman, una società che per motivi fiscali risiede a Vanuatu, una piccola isola del Sud Pacifico. Di qui la richiesta di estendere anche a quest'ultima la causa che contestava alle tre società la violazione di copyright protetti dalla legge. I responsabili di Sharman hanno affidato una replica immediata ad un comunicato nel quale si dicono convinti che i giudici finiranno per darle ragione e sostengono che “la distribuzione del media desktop KaZaA non è soltanto legale ma si configura anche come uno dei software più importanti nel futuro della tecnologia peer-to-peer”.
Comunque vadano le cose in tribunale, l'establishment musical-cinematografico ha già ottenuto uno dei suoi scopi, in quanto il prolungarsi delle vertenze legali sta prosciugando le risorse delle sue avversarie: la KaZaA olandese ha ammesso di non avere più denaro con cui finanziare la sua difesa, mentre StreamCast ha dovuto rinunciare all'avvocato che l'aveva assistita inizialmente perché non era in grado di pagarne le parcelle. Sono forse queste prospettive ad aver convinto un altro promotore del file sharing gratuito come Audiogalaxy (vedi news) ad alzare immediatamente bandiera bianca di fronte all'offensiva dell'industria.
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