NEWS   |   Italia / 08/07/2002

Premio Lunezia. I vincitori: 'Il cantautore? Specie protetta, non estinta'

Premio Lunezia. I vincitori: 'Il cantautore? Specie protetta, non estinta'
Cosa rimane dell'eredità della grande tradizione cantautorale italiana? Se ne è parlato oggi, a Milano, in occasione della conferenza stampa durante la quale Riccardo Benini e Stefano De Martino, rispettivamente direttore artistico e patron del Premio Lunezia, hanno presentato alla stampa i vincitori della settima edizione della nota kermesse letterario-musicale, la cui serata di gala si terrà ad Aulla (Massa Carrara) il prossimo 20 luglio. A spuntarla, quest'anno, sono stati Eugenio Finardi (al quale è stato conferito il Premio alla Carriera), Francesco Renga (vincitore del Premio della Critica) e Cristiano De André, vero e proprio trionfatore di questa edizione, al quale andrà il Premio Lunezia. "Con 'Scaramante' sono letteralmente rinato, sia artisticamente che umanamente, dopo un periodo molto duro: c'é stato il dolore per la perdita di mio padre, ma anche la gioia per la nascita di mia figlia", ha ammesso lo stesso De André, che ha aggiunto: "E' stato un album scritto velocemente, in modo passionale: credo siano state proprio queste caratteristiche a rendere il disco speciale. Ed il conferimento di questo premio ne è un'ulteriore prova". Molto contento si è detto anche Francesco Renga: "Non sono nato artisticamente come autore: nel mio 'vecchio gruppo', infatti, scrivevo pochissimo. Intraprendendo la mia carriera solista mi sono però approcciato alla stesura delle liriche in maniera molto personale, scoprendomi capace di cose che prima mi sembravano quasi impossibili". La parola passa poi a Eugenio Finardi, veterano della canzone d'autore italiana: "State dando un premio ad un carriera ben strana", esordisce divertito il musicista, "E' curioso infatti che proprio io, da sempre interessato più alla musica che alla parola, venga considerato un cantautore. Forse solo col senno di poi mi sono accordo che, nelle mie canzoni, le parole erano più importanti delle note: ma anche questo, dopo tutto, è indice di una carriera....". E' stato lo stesso autore di "Occhi", poi, ad introdurre un discorso più articolato a proposito del ruolo attuale del songwriter: "E' il mercato stesso a mettere in crisi la figura del cantautore: la discografia attuale non vede bene gli investimenti a lungo termine, il lavoro certosino sugli album e sulle canzoni. Oggi, in sostanza, un bel disco non basta più. Va inoltre precisato come, forse per colpa della stampa e degli operatori culturali in genere, all'idea di cantautore venga spesso associata al concetto di noia. Di contro, però, c'é una gran voglia di cantautorato, di sentire contenuti validi e profondi: magari viene meno l'aspetto sociale e impegnato che ha caratterizzato la produzione "classica", in favore di una dimensione live più appetibile e d'impatto. Ma, da parte del pubblico, è tornata la voglia di vivere un rapporto più intimo con l'artista: io stesso ho potuto appurare come ai miei spettacoli il pubblico non manchi. Per questo penso che ci siano ancora grandi possibilità per gli 'artigiani della canzone'". Alle considerazioni di Finardi è seguito l'intervento di Franco Zanetti, direttore di Rockol, che ha presentato la seconda edizione del premio "Penna d'argento" (vedi news), giunto ormai alle fasi finali: dopo aver visionato quasi 250 elaborati, la giuria è infatti prossima alla nomina del vincitore dell'importante riconoscimento, che verrà consegnato all'aspirante giornalista il prossimo 19 luglio, sempre ad Aulla.