Niccolò Fabi, 'Ecco' in tour: 'Porto sul palco un disco estroverso e caloroso'

Niccolò Fabi, 'Ecco' in tour: 'Porto sul palco un disco estroverso e caloroso'

E' piaciuto proprio a tutti, "Ecco" di Niccolò Fabi. Al pubblico, che al momento dell'uscita (lo scorso 9 ottobre) lo ha issato al terzo posto delle classifiche di vendita e in cima alle "charts" di iTunes. E alla critica, che dopo averlo salutato con recensioni calorose e favorevoli lo sta segnalando tra le migliori uscite italiane dell'anno. Niccolò ne è ovviamente soddisfatto e lusingato. "Mentre lo stavamo registrando avevamo la sensazione di fare qualcosa di autentico, di vitale, di potente. Non credo, e non sta a me dirlo, che questo sia un disco migliore o più curato di altri: se contiene canzoni destinate a rimanere nel tempo lo scopriremo solo tra qualche anno. Però nel suo complesso lo definirei un'opera più estroversa dei due album precedenti, due dischi che in qualche modo risultavano compiuti già prima di uscire. Soprattutto 'Solo un uomo', quello a cui sono più affezionato, era nato in un periodo molto felice e positivo della mia vita. In un momento di equilibrio, di pace interiore che mi aveva permesso di realizzarlo senza l'urgenza di farlo 'arrivare' all'esterno. A volte, questo comporta un minor coinvolgimento del pubblico. Mentre credo che stavolta gli ascoltatori abbiano avvertito una più forte condivisione, il fatto che queste canzoni sono state scritte anche per loro".

Il momento sì si misura anche dalle prevendite del tour teatrale che Fabi e la sua band terranno nei primi mesi dell'anno nuovo, apertura il 14 gennaio a Lecce e chiusura l'11 febbraio a Bologna con tappe a Trento, Mestre, Firenze, Napoli, San Benedetto del Tronto, Roma, Milano e Torino. "Se le cose continuano così riusciremo a riempire spazi per me inediti, teatri da mille/millecinquecento posti mentre in passato ho sempre frequentato sale da quattrocento/ottocento posti. Sommando tutti gli elementi posso dire che per me questo è un momento artisticamente fortunato, forse il più alto da quando ho iniziato". Come se lo spiega, Niccolò? "Forse è il prodotto delle scelte fatte negli anni, il mio smarcarmi da logiche puramente commerciali e promozionali. Forse il pubblico oggi mi vede come un artista credibile. E' indiscutibile che le mie vicende personali e la perdita di mia figlia abbiano spinto una parte del pubblico ad avvicinarsi e a intensificare il rapporto, ma non c'è solo quello. Forse, in questi ultimi due anni, la mia vecchia immagine di cantautore giovanile, divertente e spensierato si è tramutata in quella di un musicista più adulto, segnalando un percorso artistico coerente e forse anche insolito. Da anni mi sento ripetere, e non so mai se prenderlo come un complimento, che sono una specie di cigno bianco, uno che svolge la professione di musicista in modo diverso dal solito".

Il tour, come detto, partirà in Puglia, la regione in cui "Ecco" è stato registrato (in appena tre settimane). Un caso? "Non proprio. Il precedente si era chiuso nell'anfiteatro romano di Lecce, in piazza Sant'Oronzo, con un concerto meraviglioso che ricordo tra i miei più belli di sempre. Era la prima volta che mi esibivo in quella città e sentii un calore, una sintonia inaspettata che mi hanno molto colpito. Per registrare 'Ecco' inizialmente avevo pensato all'Andalusia: cercavo una terra calda che facesse prendere un po' di sole a queste mie nuove canzoni, che facesse respirare all'interno del disco un po' di quell'aria divertita che ha un gruppo di amici quando fa un viaggio insieme. Per ragioni tecniche non siamo riusciti a organizzarci e a quel punto Roy Paci, a cui avevo chiesto suggerimenti sapendo della sua collaborazione con Manu Chao, mi ha detto di avere uno studio a Lecce. Mi sono ritrovato a pensare che il Salento era un po' l'Andalusia italiana, una terra che vanta un rapporto molto forte con il folklore e la tradizione popolare, una vocazione a far cultura in maniera festosa e non in modo paludato o autocompiaciuto. Registrando abbiamo cominciato a intessere rapporti con le persone del luogo, così è nata l'idea di iniziare il tour proprio da lì".

Un disco come "Ecco" sembra fatto apposta per essere proposto dal vivo: si immaginano molte chitarre e molte armonie vocali, come nella breve performance che Fabi ha tenuto di recente negli uffici di Rockol insieme a Roberto Angelini e a Pier Cortese.



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"Esattamente. Loro ci saranno, e Roberto aprirà ogni sera i concerti con un suo set che dà valore aggiunto allo spettacolo e al prezzo del biglietto. Il teatro è un posto in cui si sta comodi ad ascoltare a gambe accavallate, magari anche ad occhi chiusi. La scaletta ne terrà conto, ma speriamo che l'aspetto corale della performance risulti coinvolgente, che sentire tre persone che sul palco cantano insieme spinga a unirsi alla festa". Le lap steel, le Resonator e le chitarre acustiche, daranno un'impronta americana al suono? "Sicuramente. Siamo rimasti tutti affascinati dalla rinascita di un certo folk statunitense che oggi rimette mano a sonorità antiche mettendole al servizio di storie e di atteggiamenti contemporanei. Bon Iver su tutti, Sufjan Stevens e tanti altri... Noi, quarantenni romani, staremo attenti a non scimmiottare riprendendo quello spirito, quel modo di affrontare la musica in maniera estremamente semplice, umana e normale, senza pose e con la voglia di fare musica insieme. C'è modo di affrontare temi dolorosi in un'atmosfera rilassata, magari con tormento ma senza aggressività e senza violenza: forse questo è l'unico vero messaggio che vale la pena di mettere in circolo. Avremo anche un bell'impianto luci, stavolta. Non promettiamo effetti speciali e pirotecnici ma uno spettacolo curato, intensità emotiva nei momenti giusti e una scaletta ben bilanciata, sette-otto pezzi dall'album nuovo, cinque o sei vecchi successi imprescindibili e qualche chiccha nascosta del passato. Bisogna sempre dare al pubblico l'occasione di rilassarsi con qualcosa che conosce già, dopo avergli proposto una sequenza di inediti o una lunga intro strumentale. Cercare di stupire e di tranquillizzare, senza tirare troppo la corda e inserendo qualche momento di spettacolo per tener viva l'attenzione".

Ben diversa sarà la partecipazione, sabato 15 dicembre, al concerto di Natale presso l'Auditorium della Conciliazione di Roma, in onda in tv alla vigilia, a fianco di Al Jarreau, Skye dei Morcheeba, Dolores O’Riordan, Nomadi, Stadio e molti altri. "Ci ero già stato anni fa, dopo avere partecipato a un concerto a Karthoum nel Sudan per conto di una missione salesiana che raccoglieva fondi per il Darfur. Sarà un concerto di unione e di alleanza, con artisti provenienti da ogni parte del mondo, e la mia è solo una piccola partecipazione all'interno di un'esperienza collettiva. Per natura sfuggo dalla magnificenza e dalle celebrazioni pompose: così non mi avvarrò dell'orchestra ma mi esibirò in duo con il tastierista Daniele 'Mr. Coffee' Rossi. Faremo "Una buona idea". Una canzone che, credo, ha una sua valenza sociale e civile".

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