NEWS   |   Industria / 04/07/2002

La FIMI replica al sindaco di Sanremo: 'Non accettiamo le sue offese'

La FIMI replica al sindaco di Sanremo: 'Non accettiamo le sue offese'
Indietro tutta: dopo i messaggi distensivi delle scorse settimane (vedi news), discografici e amministratori sanremesi ricominciano a litigare. Ai dirigenti delle major musicali, che Rockol ha voluto sentire “a caldo” per verificarne gli stati d'animo dopo le novità delle ultime ore, non sono andati giù contenuti, toni e modi delle dichiarazioni che il sindaco di Sanremo Giovenale Bottini e l'assessore alla cultura Antonio Bissolotti hanno rilasciato ieri (3 luglio) all'Ansa, al termine dell'incontro avuto con i dirigenti Rai e con il direttore artistico del festivalone Pippo Baudo (vedi news).
I termini della questione sono ormai arcinoti, e rischiano di venire a nausea a chiunque abbia seguito i capitoli della interminabile querelle: la FIMI, che rappresenta la maggioranza delle case discografiche, chiede il rimborso totale delle spese sostenute per portare i propri artisti alla manifestazione valutandole in non meno di 750 mila euro, il doppio della somma stanziata lo scorso anno dalla Rai. Facile immaginare che la controproposta di Bissolotti – contributi “straordinari” compresi tra i 250 e i 500 mila euro per l'edizione 2003 - non abbia sollevato l'entusiasmo dei membri dell'associazione. “Ci vogliono dare 250 mila euro, e poi pretendono Ramazzotti al festival? Ma in che mondo vivono?”, replica secco Adrian Berwick, presidente della BMG Ricordi, esprimendo pubblicamente la sua rabbia. Non meno irritati i suoi colleghi, le cui dichiarazioni Rockol ha pure direttamente raccolto nella serata di ieri, mercoledì, e dei quali gli sfoghi “off the record” rivelano appieno l'umor nero del momento. Ai discografici non sono piaciute soprattutto le dichiarazioni del primo cittadino della città dei fiori, che li taccia di “arroganza” e di ricorso a “ricatti di bassa lega”. “Affermazioni profondamente offensive”, replica ancora Berwick, “e del tutto fuori luogo: che senso ha sbandierare ai quattro venti il proprio punto di vista quando c'è una trattativa in corso ed un incontro programmato per la prossima settimana? Cosa si aspettano, che la discografia debba attaccarsi per forza al loro carro? Il festival ha un costo, e glielo abbiamo quantificato: se gli va bene è così, se no se lo facciano da soli”.
Non è più tenero il presidente di Universal Music Piero La Falce, che lunedì 8 luglio farà parte della delegazione incaricata di incontrare le autorità sanremesi in quello che si profila, a questo punto, non propriamente come un meeting dell'amicizia. “Mi sfugge il senso di queste dichiarazioni anticipate e intempestive. A questo punto, verrebbe da chiedersi, a che serve un incontro? A far sapere se accettiamo o no il loro prendere o lasciare? A mettersi nelle condizioni di poter dire che siamo noi a non accettare il dialogo? Allora non hanno capito che in gioco, a Sanremo, non ci sono solo i soldi ma tutte le regole che governano la manifestazione. Con sparate del genere non si agevola di certo il buon esito dell'incontro. E' come se andassimo a fare una gara di cui si conosce già il risultato: o almeno è così che gli amministratori di Sanremo la intendono”. Ancora più categorico il presidente EMI/Virgin Riccardo Clary: “Stiamo parlando di cifre e di argomenti ridicoli: noi dobbiamo parlare con Berlusconi e con Tremonti, e invece abbiamo come interlocutore l'assessore Bissolotti. Lui detta le sue condizioni? Bene, ne prendiamo atto. Fatto sta che la mia azienda, e credo anche le altre, hanno ben altri problemi che non Sanremo, e che né il festival né la Rai sono realtà ineluttabili con cui dover fare i conti. Il Comune di Sanremo vuole mettere i suoi paletti economici alla trattativa? Significa che non ha capito nulla delle dinamiche dell'industria musicale”.
Warner e Sony (nelle persone dei rispettivi numeri uno, Massimo Giuliano e Franco Cabrini) risultano irraggiungibili al momento di andare on-line, ma è da immaginare che le loro posizioni siano in armonia con quelle espresse dalle altre case discografiche (Rockol ne raccoglierà e riferirà le dichiarazioni appena possibile). Viene da chiedersi se a questo punto ci sia un rischio concreto che la discografia diserti l'appuntamento di lunedì prossimo. Il direttore generale della FIMI Enzo Mazza (venuto a conoscenza delle decisioni del Comune a mezzo Ansa: nessuno, neppure il “mediatore” Pippo Baudo , si è fatto vivo con i discografici per informarli dell'esito dell'incontro con la Rai) lo esclude: “Abbiamo preso un impegno e lo onoreremo. Ma il comportamento del sindaco e dei suoi collaboratori mi sembra folle: la corda è davvero sul punto di spezzarsi”.