Festival di Glastonbury. I commenti dei media britannici dopo la conclusione

Festival di Glastonbury. I commenti dei media britannici dopo la conclusione
E’ stato bello, anche se un po’ smorto. Divertente, sebbene fino ad un certo punto. Gruppi interessanti, peccato sia mancato il grande nome. In sintesi sono più o meno queste le considerazioni che in Gran Bretagna si stanno facendo oggi a proposito del festival di Glastonbury, conclusosi ieri sera. La maggiore kermesse dal vivo (100.000 spettatori) dell’estate britannica, tornata a Pilton nel Somerset dopo l’interruzione dello scorso anno, è scivolata via senza particolari problemi. Vi sono stati solo 583 reati, 228 arresti ed un morto ammazzato. Quest’ultimo nei pressi di Pilton, ed ancora non si sa se sia da mettere in relazione al festivalone. Poco comunque, anzi molto poco, rispetto all’edizione 2000: i soli reati erano stati 1322, altro che 583. Merito della “superbarriera” fatta erigere attorno al sito dal patron Michael Eavis, che ha annullato quasi completamente gli scavalcamenti. Il “Guardian” scrive che “sono stati solo i nomi in cartellone ad impedire a Glastonbury 2002 d’essere l’edizione migliore d’ogni tempo”, e dici poco: se mancano i grandi, manca molto. Molto bello il set dei Coldplay, ma il resto non ha provocato entusiasmi ribollenti. “Musicalmente, ad alcuni è parso che alla line-up di quest’anno mancasse l’appeal di gruppi come gli Oasis”, fa eco l’”Independent”. E, parlando di quest’edizione alla camomilla, dichiara lo stesso patron Eavis, l’uomo che conduce il Glasto dal 1970: “Effettivamente è mancata un po’ la vecchia fiamma. In futuro dovremo riportare il vecchio spirito”.
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