Estate italiana,
tempo di musica

C'era una volta, in Italia, un tempo in cui l'estate danzava sulle incandescenti note di Adriano Celentano, Mina, Peppino di Capri, Caterina Caselli ed Edoardo Vianello. Allora, le canzoni che sotto forma di 45 giri passavano di mano in mano da una festa all'altra, si intitolavano “Tintarella di luna”, “St. Tropez twist” e “Speedy Gonzales”. Oggi i nomi sono cambiati, si sono trasformati i costumi, e tutto è certamente meno fantasioso e coinvolgente se confrontato con i “mitici” Anni Sessanta: quelli del surf, del twist, dell'hully-gully, dello shake e del “geghegè”, il ballo lanciato nel 1966 da Rita Pavone. Però, ciò che non cambia, è la voglia di stare all'aria aperta, di ballare sotto la luna e sotto i raggi del sole, come recitava un celebre successo di Edoardo Vianello, “Abbronzatissima”.
E proprio quest'ultimo è il brano prescelto da Brusco, romano doc con la passione per la Giamaica, per essere rivisitato in modo assolutamente originale, trasformandolo non soltanto nel titolo, ribattezzato “Sotto i raggi del sole”, ma anche nel ritmo: ragamuffin.
Eppure Brusco non è stato l'unico, in attesa dell'estate, a frugare nel repertorio di quei brani che hanno fatto la nostra storia, popolare e musicale. I Ridillo, con il loro nuovo singolo “Passo le mie notti qui da solo”, hanno infatti rispolverato il soul di un brano minore di Stevie Wonder, scritto in piena epoca Motown e cantato da Stevie in lingua italiana (era il retro del 45 giri "Il sole è di tutti").
Ma la voglia di ritmi esotici non finisce qui. Così ci pensano gli esordienti (e sconosciuti, a dispetto dei due nomi sopra citati) Alessandro De Francesca con un titolo che parla già da solo, “Tropico latino”, il giovane cantautore napoletano Renato Belluccio, che con “Stella marina” ci parla di una “stella marina, troppo carina, sopra la spiaggia ballavi con me” e si augura di beneficiare presto di “successo e di belle ragazze”, e Martha (rigorosamente con l'h) che ne “La danza delle ore” mescola chitarre arabeggianti e aspetta “ancora un'alba che verrà”, purtroppo in piena solitudine. Di tema squisitamente estivo è invece il primo singolo dei Tide, intitolato non a caso "Di nuovo estate": la giovane formazione di Reggio Emilia propone un brano spiccatamente melodico e dalle sonorità (forse troppo) semplici.
Non mancano i ritmi latini originali, naturalmente, che con il caldo e la voglia di ghiaccioli spuntano come funghi: i Mandragora sfornano un singolo sensuale al punto giusto come “Boca a boca”, trame sonore ispaniche come il cantato di Mila Ortiz Martin.
E poi ci sono le nuove cantautrici che vorrebbero inseguire strade alternative, più nell'immagine simil-aggressiva che nella musica, a dire il vero, come Nadia Natali: per lei taglio di capelli sbarazzino, arrangiamento funky e passaggi orecchiabili in salsa Irene Grandi/Valeria Rossi come “e allora parlami d'amore, fammi stare bene, fammi stare bene, non c'è destino che ci possa fermare”.
L'estate 2002 segna anche il ritorno di Veronica, che i lettori di Rockol avevano già avuto modo di conoscere lo scorso anno in tutte le metropolitane e sulle reti tranviarie (non in carne ed ossa, ovviamente, ma sotto forma di un conturbante manifesto che presentava l'allora diciannovenne signorina completamente abbigliata di rosso) con il debutto “Quasi tutta la vita”. Alla boa dei vent'anni, Veronica cambia look, diventa birichina (croce al collo in stile “early Madonna”, t-shirt anni '80 finto sgualcita e minigonna di jeans) e anche spiritosa. In “6 speciale” (d'obbligo il “sei” scritto in numero) canta infatti, e si spera sia davvero uno scherzo, di un incontro galante con un lui appena conosciuto, del quale però poi non ricorda più nulla. Ritrovandosi, abbandonata come un cane, sul letto: “Ho 1 gran bisogno d'amore, non farmi + arrossire, mentre slacci il mio vestito, apri il tuo cuore”, “perché non 6 niente male, ma non te la tirare, sai che potrei ritrattare” e “mi butto sopra il letto per 1 po', che cosa abbiamo fatto non lo so, sorriso malizioso che mi fai, mi tremano le mani, sono guai” sono i passaggi salienti secondo la filosofia di Veronica.
Il versante dance italiano, fulgido come sempre, è invece rappresentato dalla gettonatissima Moony (alias Monica Bragato), che con “Dove” farà sicuramente muovere i piedi di molti sui dancefloor della riviera romagnola e non solo. Moony è stata infatti la voce di quella ”Point of view” (in collaborazione con i Db Boulevard) che un anno fa è stata programmata in alta rotazione sui principali canali televisivi musicali, emittenti radiofoniche nonché traccia cult di tutte le compilation dance in Italia e all'estero. I Just Married, con "Gente di polso", propongono un brano incentrato - come i più maliziosi potrebbero già evincere dal titolo - sul fenomeno dell'onanismo giovanile: la voce filtrata dal vocoder potrebbe riportarci alla mente i più conosciuti Eiffel 65, ma la base, in bilico tra un (brutto) remix degli 883 e la dance più dozzinale, gioca contro l'ironia (seppur grossolana) della canzone. Anche al trash, in fondo, c'é un limite...
Links, ossia Daniela Galli, Simone Valeo insieme al DJ e produttore Fabio B. è un trio che, come si legge in un succinto comunicato stampa, si prefigge di “collegare la melodia italiana con le sonorità tipiche europee di Morcheeba e Massive Attack”. Ascoltando con attenzione il loro brano intitolato “Seguimi” , cerchiamo anche di trovarci qualcosa di trip hop, senza scovarne alcun indizio. Ma forse il caldo torrido ci ha dato un po' alla testa e, perdonateci, magari qualche ascolto in più potrebbe giovare al brano (proposto in ben cinque versioni più una traccia video ROM).
Chi invece dalla musica vuole qualcosa di più skatenato potrà sicuramente consolarsi con lo skanzonato ska de I Quattrocentocolpi, che in “Torna a casa”, il singolo che precede l'uscita di un album dal controverso titolo come “Fagiani in fiamme”, aggiungono un tassello in più alla già ben nutrita scena italiana accodandosi a Bluebeaters, Shandon e Meganoidi (senza dimenticare i padri fondatori Skatalites, Specials e Madness).
Non mancano, è questa è davvero la fine dell'elenco, i cantautori giovani, belli e dannati in cui qualcuno di più famoso ha voluto credere. I produttori Claudio Cecchetto e Pier Paolo Peroni hanno deciso di puntare tutto (o quasi) sul ventiduenne Matteo Bassi che, infatuato del grunge dei Nirvana e del punk dei Sex Pistols parla del suo congegno preferito: “Il telecomando”. Musica sintetica, chitarra acustica e una melodia innocua.
Per ora è tutto, la musica è finita e non resta che il congedo, auspicando ad ognuno felicità, prosperità e successo: quindi, a tutti quanti, ovunque voi siate, buona estate e buone danze!
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