E-commerce, i Virgin Megastores chiedono aiuto ad Amazon

Se il commercio on-line di prodotti per l'intrattenimento langue e ha bisogno di uno scossone, Richard Branson e Jeff Bezos sembrano essere le persone più adatte alla bisogna: soprattutto quando – come in questa occasione – decidono di unire le forze. Succede negli Stati Uniti, dove la “vergine Amazzone”, come già i giornalisti americani hanno battezzato scherzosamente la loro joint venture, celebra il matrimonio d'affari tra due degli imprenditori più spregiudicati e imprevedibili del mondo dell'entertainment (anche se l'inglese, in verità, ultimamente sembra più interessato alle sorti della sua travagliata compagnia aerea o ad altri business come la telefonia cellulare). Bezos gli è venuto in soccorso – certo non con intenti filantropici - accettando l'idea di un “co-branding” nonché di una fornitura di know how tecnologico e commerciale per il rilancio del sito Web dei Virgin megastores americani, www.virginmega.com. L'accordo, di durata pluriennale e prossimamente esteso anche al mercato giapponese, prevede che Amazon si occupi di gestire il magazzino, di curare le spedizioni e di seguire i servizi post-vendita per conto del sito, che venderà CD ma anche giochi per computer, libri e DVD. La personalità dei due protagonisti, tuttavia, non esclude che abbiano in serbo qualche mossa a sorpresa per il futuro.
Vittima della recessione che negli ultimi due anni ha messo in ginocchio la gran parte delle Web companies fiorite nella seconda metà degli anni '90, il sito americano della Virgin aveva da tempo cessato ogni attività di e-commerce ed era utilizzato ultimamente solo per iniziative di marketing. Con l'aiuto di Amazon, tornerà ora alle attività di vendita contornate dal solito corollario di notizie, campagne promozionali, premi e concorsi destinati ai consumatori.
Dall'archivio di Rockol - Music Biz Cafe, parla Paolo Salvaderi (Radio Mediaset)
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