NEWS   |   Industria / 21/06/2002

Musica e festival, Venezia si autocandida

Musica e festival, Venezia si autocandida
Parola di FIMI: il sindaco Paolo Costa fa sul serio, e Venezia muore dalla voglia di prendersi un posto in prima fila sulla mappa musicale italiana (un posto che in passato non ha mai avuto, se si esclude qualche fiammata - i Pink Floyd a Piazza San Marco nel luglio dell'89 - finita in un rogo di polemiche). Freschi da un'ora di colloquio con il primo cittadino della città della laguna, il presidente FIMI Alberto Pojaghi, il direttore generale Enzo Mazza e i vicepresidenti Piero La Falce e Mario Limongelli (lo stesso team che ieri, 19 giugno, ha incontrato a Sanremo l'assessore Bissolotti, vedi news) non nascondono la loro soddisfazione per l'esito di questo primo vis a vis, voluto del resto proprio dai rettori del Comune veneziano.
Troppo presto per parlare di progetti concreti e di quella manifestazione musicale di altro profilo (la parola “festival” fa venire il sangue agli occhi a Bissolotti e al sindaco di Sanremo….) di cui la FIMI vagheggia ormai da qualche mese (vedi news). Ma intanto le basi sono state poste per un arrivederci a breve termine, forse già prima delle ferie estive, e per dar vita ad una commissione "mista" di discografici e autorità locali incaricata di buttar giù un'ipotesi di lavoro che allo stato delle cose si presenta ancora nebulosa ma certo non priva di ambizioni. “Non vogliamo innescare una guerra tra repubbliche marinare”, precisa La Falce, accennando all'infinito “caso Sanremo”. “Le sorti del Festival a questo punto sono nelle mani del Comune e sarà l'appuntamento dell'8 luglio prossimo (vedi news) a dire la parola definitiva sulla vicenda. A Venezia, intanto, abbiamo trovato un'accoglienza calorosa: Costa vuole fare della sua città un polo di attrazione della scena musicale nazionale ed internazionale e non pensa solo al pop, ma anche alla classica e al jazz. Noi saremo lieti di dargli una mano”. Magari trasferendo nella città dei Dogi, meta ambìta dalle star internazionali, gli Italian Music Awards organizzati dall'industria? “Abbiamo un impegno nei confronti di Milano”, è la replica del vicepresidente FIMI. “Ma dal 2003”, aggiunge, “tutto è possibile: l'importante è trovare nuove idee che sblocchino una situazione che resta fossilizzata intorno a Sanremo e al Festivalbar”. Entusiasta Limongelli, che in FIMI rappresenta la piccola e media industria nazionale: “E' la prima volta che una città mostra tanto interesse ed entusiasmo nei riguardi del nostro settore, e le idee sul come riportare la grande musica a Venezia certo non mancano: dato il prestigio internazionale di cui gode la città potrebbe anche trattarsi, perché no, di un evento di risonanza mondiale”.
Ma una convivenza con Sanremo è davvero possibile, senza che i due eventi si pestino i piedi? I discografici, che ne hanno tutto l'interesse, dicono di sì. Chi invece manifesta meno ottimismo del solito è Pippo Baudo: “La discografia fa bene a cercare altri spazi, e magari tra le due città e le due manifestazioni si potrebbero studiare anche delle forme di sinergia. Ma siamo sicuri che sia quella la ricetta giusta contro i mali del mondo musicale? Il vero problema è che non ci sono in giro belle canzoni, e se mancano quelle…". Nel frattempo, pare che al celebre presentatore sia stata offerta la possibilità di realizzare, il prossimo autunno (in prima serata) su Raidue, un programma intitolato "Sanremo è Sanremo": come riporta l'agenzia ANSA, il format della trasmissione verrebbe completamente ideato dal team di Baudo. "Stiamo ancora pensando a cosa fare, decisioni più precise verranno prese nelle prossime ore", si è limitato a dire lo showman, che tuttavia ha aggiunto: "Per ora si pensa a 13/14 puntate".