Usa, sul sito della Library of Congress interviste inedite ai grandi del rock

Usa, sul sito della Library of Congress interviste inedite ai grandi del rock

La Library of Congress statunitense, equivalente al nostro Archivio Centrale dello Stato, ha cominciato a mettere a disposizione del pubblico le prime 25 di una serie di oltre duecento interviste raccolte tra la metà e la fine degli anni '80 da Joe Smith, ex presidente di Warner Bros. Records, Elektra/Asylum e Capitol/EMI e una delle figure di spicco del music business statunitense dagli anni Sessanta in poi. Si tratta di oltre 240 ore di registrazioni audio che Smith ha usato in parte per scrivere la sua autobiografia pubblicata nel 1988, "Off the record", ma che ora, una volta andato in pensione, ha deciso di donare alla biblioteca di stato. Il materiale, che sarà reso disponibile gradualmente sul sito della Library in modalità di streaming gratuito, compone una sorta di storia orale della musica jazz, blues, folk e rock americana, in virtù di conversazioni intime e inedite che Smith ha sostenuto in quegli anni con artisti come B.B. King, Ray Charles, Tony Bennett, Bob Dylan, Paul McCartney, Yoko Ono, George Harrison, Mick Jagger, David Bowie, Elton John, Sting, Tina Turner e molti altri.


"Una delle cose più belle di queste interviste è il tono rilassato di molte di esse", ha spiegato il curatore del reparto "recorded sound" della Library Matt Barton. "I protagonisti non si sentono sotto gli occhi di una telecamera e parlano a una persona che considerano praticamente un collega o un loro pari, se non proprio un artista". Tra le curiosità, indicate dallo stesso sito, Bo Diddley che parla di Elvis Presley sostenendo che abbia copiato da lui e da Jackie Wilson, Yoko Ono che riflette sullo scioglimento dei Beatles ("Paul era l'unico che cercava di tenerli insieme. D'altra parte gli altri tre sentivano che voleva che fossero la SUA band"), McCartney che confessa l'uso abbondante di droghe durante la realizzazione di "Sgt. Pepper's lonely hearts club band" e Mick Jagger che disserta della cattiva reputazione dei Rolling Stones sostenendo di non avere mai amato più di tanto la musica dei Fab Four.

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