“Sì, me lo dicono in molti, ma francamente credo che siano tutti un po’ influenzati dai cambi di intensità vocale. Se tutte e due passiamo dal canto a bassa voce a quello un po’ più sostenuto, non vuol dire che cantiamo le stesse cose. Direi che i miei testi sono molto meno arrabbiati”.
Però nella canzone che ti ha portato maggiore fortuna, “Nobody’s Wife”, dichiari che non sarai mai moglie di nessuno, che nessuno riuscirà a domarti.
“Beh, quello posso dirlo perché ci sono cascata una volta. Mi sono sposata tre anni fa (a soli vent’anni) e un anno dopo ho divorziato. Perciò mi sono dedicata questa canzone”.
Al tuo primo album, stai già ottenendo un certo successo in tutta Europa. Te lo aspettavi?
“Naturalmente no, è meglio di quanto sperassi, specie per una che viene dall’Olanda, che non è una fucina di musicisti rock: lì va fortissimo la gabber, un genere di musica techno velocissima. Posso considerarmi fortunata: faccio quel che mi piace, giro il mondo, mi diverto e dormo quanto voglio. E’ il lavoro che tutti vorrebbero. Devo solo stare attenta a non illudermi sulla sua durata”.