E' ufficiale: BMG compra Zomba, l'indipendente numero uno

I "rumours" e i pettegolezzi degli addetti ai lavori, ancora una volta, si sono dimostrati fondati: la “indie” più potente, invidiata e concupita del mondo, la Zomba/Jive di Clive Calder, passerà in toto nelle mani della BMG, la più piccola delle major discografiche che dominano oggi il mercato mondiale della musica.
Nei mesi scorsi, notizie riguardanti ripetute offerte di acquisto fioccate dalla casa tedesca e dalla britannica EMI erano state sistematicamente smentite (vedi news), ma qeusta volta, a fatti compiuti, la “bomba” è confermata dalle parti in causa: Clive Calder, il padre-padrone del gruppo discografico per cui incidono pop star come Britney Spears, 'N Sync, R Kelly e Michael Bolton, ha deciso di esercitare l'opzione che, fino al dicembre di quest'anno, gli dava facoltà di cedere l'intero pacchetto azionario delle sue società musicali alla BMG. “Sicuramente sarà una sorpresa per molti, nell'industria musicale”, ha ammesso l'imprenditore sudafricano, “ma questa è la naturale evoluzione di molti anni di stretta collaborazione sul mercato e di una complessa serie di accordi negoziati dodici anni fa”.
I legami tra BMG e Zomba/Jive, un conglomerato che vanta studi di registrazione, interessi cinematografici e televisivi oltre a cataloghi discografici ed editoriali in abbondanza, erano noti fin dagli anni '80: nel '91 la BMG aveva rilevato il 25 % della società di edizioni musicali del gruppo Calder e cinque anni dopo, nel '96, era entrata in possesso di una quota del 20 % della sua divisione discografica. Ma l'operazione annunciata oggi, martedì 11 giugno, ha preso comunque alla sprovvista gli osservatori internazionali e assume evidentemente ben altra portata e implicazioni (se verrà approvato dagli organismi antitrust, il passaggio di consegne dovrebbe essere finalizzato entro fine anno). Certo si tratta di un gran colpo che la BMG ha inferto ai concorrenti, per quanto nessuno sappia con esattezza quanto la casa tedesca ha dovuto spendere per l'acquisizione (si parla di 3 miliardi di €); mentre non rappresenta forse una buona notizia per i sostenitori della musica “indipendente”, per quanto la Zomba abbia sempre rappresentato una realtà anomala, spregiudicata e dichiaratamente “profit oriented” della scena indie.
La notizia arriva, forse non a caso, poche ore dopo la conferma che Zomba sta chiudendo bottega in paesi come Danimarca e Norvegia. In Italia il gruppo è attivo con una propria filiale diretta dall'ex dirigente PolyGram/Universal Roberto Biglia dall'estate del 2000 (vedi news) e si affida per la distribuzione alla EMI. Cosa succederà di qui in avanti è tutto da scoprire.
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