Musica on-line, Grokster arruola artisti indipendenti

Dalla sua sede “offshore” dislocata nelle Indie Occidentali (dove probabilmente si è insediato per sfuggire alla morsa delle leggi americane sul copyright) il noto sito “peer-to-peer” cerca il consenso della comunità artistica indipendente per rifarsi il maquillage ed assicurarsi un futuro oltre le prospettive traballanti del file sharing non autorizzato. La Web company di origine statunitense ha infatti messo in funzione un servizio business to business che consentirà ai “content provider” – giovani musicisti, registi, fotografi, sviluppatori di software e di videogames – di sfruttare le risorse tecnologiche in sua dotazione per raggiungere il target di pubblico desiderato, al solo costo di 10 dollari (la cifra richiesta per registrarsi ed entrare a far parte della “Grokster community”).
Il programma sviluppato in collaborazione con FileFreedom, una società specializzata della Virginia, dovrebbe dar modo agli utenti professionali di costruirsi profili demografici e sociografici del proprio pubblico di riferimento in modo da orientare con più precisione la distribuzione on-line di determinati prodotti o comunicazioni commerciali ottenendo informazioni di feedback in tempo reale; i contenuti trasmessi, in questo caso, sono tutti registrati ed autorizzati dai titolari a differenza di quanto avviene con i servizi di file sharing gratuito che, sfruttando le caratteristiche “open source” del sistema, saccheggiano indiscriminatamente le proprietà intellettuali degli artisti più noti al pubblico come delle etichette e delle case di produzione cinematografica.
“I fornitori di contenuti potranno avvantaggiarsi di una tecnologia allo stato dell’arte e acquisiranno più forza” ha sottolineato un portavoce di Grokster, Henry Wilson, svelando che l’ambizione della società è di creare un vero e proprio polo di creatività “indipendenti”. Non cambieranno idea, invece, le case discografiche e gli “studios” che hanno trascinato Grokster in tribunale per violazione dei copyright e che aspettano con impazienza le decisioni dei giudici.
Dall'archivio di Rockol - Music Biz Cafe, parla Paolo Salvaderi (Radio Mediaset)
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