The Observer 2012: l'intervista a Fabio Cinti

The Observer 2012: l'intervista a Fabio Cinti

La settimana scorsa con la recensione abbiamo avuto occasione di parlare de “Il minuto secondo”, il nuovo album di Fabio Cinti. Questa settimana chiudiamo lo spazio dedicato all’artista “filosofo” sulla nostra rubrica The Observer con una piccola intervista. Abbiamo contattato Fabio per fare quattro chiacchiere e conoscerlo più da vicino: l’idea era quella di impostare l'intervista prendendo spunto dalla struttura de "Il minuto secondo", suddividendola quindi in tre parti, manco a dirlo passato, presente e futuro: “Mi sono sempre appassionato a un certo di tipo di artisti che mi hanno insegnato ad avere una visione del mondo (fortunatamente) ampia” ci racconta Fabio. “Di seguito lo studio della filosofia nella mia vita ha fatto il resto. Questo per dire che il movente non è "essere un cantautore" e nemmeno "essere qualcosa" o peggio "qualcuno"! Con certezza posso affermare che l'esigenza di scrivere canzoni nasce dalla voglia di comunicare qualcosa che sia più legato all'universalità del linguaggio e dell'estetica piuttosto che a me stesso. Non credo di essere più interessante di un volatile. Mi distingue da lui solo quella pretesa. E la passione per la musica”.

Passione per la musica che prima Fabio ha sviluppato a Roma e poi a Milano: “Milano e Roma sono state città di passaggio. Prima di loro ce ne sono state altre e oggi non vivo in nessuna di queste due. Seguo le esigenze della vita che mi si presenta, le persone, i fatti che accadono, le coincidenze. Non mi ha mai spaventato spostarmi, cambiare, ricominciare. Quelle due città, le più grandi, mi hanno dato e tolto, come sempre accade”. Tra le cose che queste città hanno dato, ci sono due nomi di grande rilievo come Pasquale Panella e Morgan: “Sono arrivato a Pasquale Panella per via di Mauro Mazzetti (mio grande amico e collaboratore). Ha ascoltato le mie cose e ha deciso di darmi un testo. Quando l'ho letto mi tremavano le gambe perché era un testo che come stile ricorda quelli scritti per Battisti (incredibili), così mi sono sentito una responsabilità sulle spalle, superata però proprio dal privilegio di avere quel testo sotto gli occhi. Lui, una volta avuta la canzone, mi ha ringraziato con un altro testo, senza aggiungere altro. È un uomo che ha raggiunto un alto livello di comprensione del mondo. Morgan. Ho scritto un libro che riguarda anche lui e che uscirà a breve. Mi chiedo spesso se siano più importanti gli insegnamenti relativi alla musica, all'arte eccetera, oppure l'aver imparato i pericoli del successo. Mi ha lasciato un segno distinto, doloroso e scintillante. Ma credo di aver lasciato qualcosa anch'io in quella casa”.



Fin qui si è parlato del passato. Il presente invece non può che essere rappresentato dal nuovo disco, "Il Minuto Secondo", passato e futuro che s’incontrano… “Il disco s’inserisce in un personalissimo progetto ‒ quasi una sfida ‒ che prevede un percorso di crescita ed estensione. Montaigne, nei suoi Saggi, usa se stesso per cercare di capire l'umanità. M’interessa molto questo aspetto e mi interessano, da questo punto vista, le mie imperfezioni, proprio per capire come si fa a cambiare e se, soprattutto, si può davvero cambiare. Un disco, nell'arco della vita di una persona, è poca cosa, anche se ti tocca, anche se riesce a cambiarti. Bisogna costruire molto per comprendere e allo stesso tempo svelare qualcosa di nuovo. Io ho messo solo qualche mattone nel passato e ne ho pronti per il futuro”. Il disco è composto da due parti ben distinte, denominate Vigilia e Memorabilia, composte rispettivamente da sette inediti e sette rivisitazioni. Un progetto quantomeno impegnativo: “Noto che ultimamente la tendenza è quella di fare cose che possano avere una presa immediata, che possano essere divorate nel tempo di una notte, di un pasto. Se su Facebook posti una foto (che devi solo guardare) ricevi immediatamente decine di “Mi piace”, se invece scrivi oltre le dieci righe si fa fatica. Così se metti un brano che dura quattro minuti in pochi lo ascoltano fino alla fine (a meno che qualche amico non ti abbia gridato dieci volte che è bello…). Pigrizia, temo. Dilagante. E disinteresse all'approfondimento, che di conseguenza genera ignoranza. Sono disinteressato a questo aspetto” incalza Fabio, “questo è il mio lavoro ed è una fortuna poter fare il lavoro che mi piace, quindi lo faccio al massimo delle mie possibilità. In ogni caso c'è la libertà di scelta e così puoi scegliere di mangiare al McDonald's oppure in un posto dove sanno fare da mangiare”.

Nella recensione del disco, si parla dell’innegabile influenza di alcuni tra i più grandi cantautori italiani di sempre, vedi Battiato, Gaber e De Andrè. Termini di paragone che potrebbero risultare ingombranti. “In questo momento della mia vita comincio a considerarli un passaggio obbligatorio. Nel Rinascimento esistevano le botteghe, dove i principianti si facevano le ossa. Ecco, quei grandi sono per me l'esercizio della bottega; non si può non passare per loro, t’insegnano il mestiere, bisogna saperli copiare, confrontarsi, mettersi alla prova con loro per capire se si è in grado di essere se stessi. E se lo si è, si sente da subito, anche tra le lamentele di chi ti giudica troppo simile. Ma insomma, inevitabilmente si cresce”. Il disco è stato finanziato da tre fan diventati in poco tempo a tutti gli effetti dei produttori esecutivi. Una collaborazione davvero particolare. “La cosa è nata casualmente, da conversazioni molto serrate via Facebook. Loro avevano voglia di produrre qualcosa che generasse una soddisfazione personale – contro la brutta produzione generale –, anche per provarsi, per capire, entrare dentro il sistema criticato. Io ero in cerca del miglior offerente del momento. Avevo trovato delle soluzioni per far uscire il disco ma bisognava aspettare il mio turno. E notoriamente non sopporto dover aspettare senza motivo. Così, approfondendo il rapporto con quelle persone, alla fine abbiamo raggiunto un accordo. Si sono comportati da veri e propri mecenati, in tutto e per tutto, rispettando con spiccata sensibilità il mio lavoro, i tempi e le esigenze di gestione di un prodotto che poi viene messo in vendita e esposto da un ufficio stampa. Sono stati in gamba. Con alcuni di loro ho in cantiere anche altri progetti”.



Un’imbeccata questa che ci da lo spunto per parlare del futuro, di quello che verrà: i Live prima di tutto, spettacoli che vista la complessità del progetto, necessitano di una certa “preparazione”. “Il Minuto Secondo è molto più godibile, per noi che lo suoniamo, rispetto al primo disco che, nel complesso, è più insidioso. Il secondo è fatto di canzoni che hanno una fluidità che le rende in qualche modo più semplici. Ovvio che la seconda parte, Memorabilia, non si può proporre in tutte le occasioni, non è adatta a tutti i tipi di pubblico, né a tutti gli spazi dove ci è concesso suonare. Per quanto mi riguarda ogni concerto viene costruito come un percorso che ha una tensione dall'inizio alla fine e che si regge sull'interpretazione degli argomenti di ogni canzone da parte di tutti i musicisti. Ho, devo ammetterlo, una band speciale, Le Nuove Logiche: sono persone con un carattere personale e artistico mirabile, ho molto rispetto per loro, e fiducia. E questo credo che il pubblico lo noti, credo che si accorga dell'intesa. Pubblico che nel corso dei mesi va aumentando. Certo, si tratta sempre di persone che fanno una scelta precisa, so di non essere proprio un intrattenimento spensierato, ma questo non può che farmi piacere. Delle ultimissime date siamo tutti molto contenti, sia per l'accoglienza del pubblico numeroso, sia per come ne sentiamo parlare in giro”.

Un buon riscontro quindi, che probabilmente aprirà la strada a nuovi progetti. “Sono già a lavoro sul disco nuovo” confessa Fabio a Rockol, “ma ancora è presto per parlarne! E sono immerso nella produzione del secondo album di Elisa Rossi (che ha anche presentato un brano per il Festival di Sanremo 2013), di Marco Santoro, di Frencio & Masi (due matti!) e di Alessandro Russo (fidatissimo pianista de Le Nuove Logiche e collaboratore negli arrangiamenti di Memorabilia, molto talentuoso). Stanno per arrivare nuove date per i concerti e poi… sarò in giro a presentare anche ‘Un anno d'amor(gan)’, il mio primo romanzo. E poi, ancora tante altre cose di cui però sarà bene parlare quando saranno qualcosa di più che progetti sulla carta. Nel frattempo è necessario studiare e cercare di allontanarmi da me”.

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