Il Volo, il secondo album è più pop: 'Ai concerti vengono i ragazzini'

Il Volo, il secondo album è più pop: 'Ai concerti vengono i ragazzini'

Il primo disco ha venduto nel mondo più di un milione di copie, il secondo promette di allargare ancora i confini. Piero Barone, Gianluca Ginoble e Ignazio Boschetto alias Il Volo, 54 anni in tre, sono già diventati un "household name", un'istituzione, soprattutto negli Stati Uniti: dove partecipano regolarmente ai maggiori talk show televivisi, duettano dal vivo con Barbra Streisand e vengono invitati a presenziare, a New York, alla tradizionale accensione dell'albero di Natale del Rockefeller Center (accadrà mercoledì prossimo, 28 novembre), mentre le stazioni del network PBS continuano a mandare a ripetizione il loro "Live from the Detroit Opera House". Con "We are love", registrato tra Los Angeles e Roma per la produzione di Tony Renis e Humberto Gatica, pubblicato dalla Interscope americana e disponibile nei negozi italiani a partire dal 20 novembre modificano leggermente il tiro virando verso il pop e il rock, come testimonia l'inclusione in scaletta di "Beautiful day" degli U2, di una versione in lingua italiana di "I don't want to miss a thing" degli Aerosmith ("Questo amore") e di un altro brano firmato dalla hit maker Diane Warren: ""Ci eravamo accorti che ai concerti, a dispetto del repertorio classico e tradizionale, accorre un pubblico molto giovane" spiega Michele Torpedine, manager e produttore esecutivo del trio. "Per questo motivo abbiamo optato stavolta per un una selezione più 'leggera', riservando il classico ai concerti: lì la gente vuole vederli alle prese con un repertorio più rischioso, verificare se riescono a cantare senza stecche il 'Mattino' di Leoncavallo".

Che il crossover resti la cifra stilistica del trio lo certifica la presenza in "We are love" di guest star come Placido Domingo ed Eros Ramazzotti. Che quest'ultimo sia a sua volta cliente di Torpedine non guasta..."No, ma è stato lui, mentre registravamo il suo nuovo album, a suggerire l'idea di un duetto con i ragazzi. Il pezzo interpretato con Placido Domingo, 'Il canto' è invece un omaggio a Luciano Pavarotti e al suo disco 'pop' che in verità non era andato affatto bene. Domingo lo abbiamo incontrato durante un suo concerto all'Arena di Verona, e dal momento che i suoi nipoti sono fan scatenati de Il Volo organizzare la cosa è stato facilissimo. Abbiamo anche registrato 'Smile' di Charlie Chaplin, dal vivo con la Streisand. Lei però l'ha voluta tenere in serbo per il suo prossimo album che uscirà a febbraio".

Torpedine, che ha lavorato con Zucchero, è stato direttore artistico del Pavarotti International e da diciassette anni segue la carriera di Andrea Bocelli, di crossover e di italiani di successo all'estero se ne intende. "Nessuno è profeta in patria, ricordiamoci che il mito di Pavarotti è nato al Metropolitan di New York e non nei grandi teatri lirici di casa nostra. Abbiamo in casa il belcanto e lo snobbiamo. E abbiamo la cattiva abitudine di pensare che questa musica all'estero piaccia agli immigrati. Invece negli Stati Uniti è stato il pubblico locale ad accoglierla con entusiasmo: anche con Il Volo le cose sono andate così. Vocalmente sono dei fenomeni, il segreto è captare un talento quando ti si presenta davanti: con Zucchero mi accadde una sera in una balera di Forte dei Marmi, con Andrea in un piano bar di Pontedera vicino a Pisa, mentre i ragazzi de Il Volo li ho visti la prima volta in un programma tv. Da Pavarotti e da canzoni come 'Caruso' di Lucio Dalla è nato un nuovo genere musicale, un crossover che mixa la melodia di Puccini e di Mascagni con il pop, i tre ragazzi ne sono i continuatori e si stanno impegnando allo spasimo nella promozione: sono quattro mesi che non vedono le loro famiglie".



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Un progetto nato "global", quello de Il Volo, grazie all'interessamento dello scomparso Peter Lopez, avvocato di Rolling Stones, Santana e tante altre star internazionali. "Gli mandai una registrazione di 'Ti lascio una canzone', il programma di Antonella Clerici, e lui ne rimase profondamente colpito", ricorda Torpedine. "Ne parlò con Jimmy Iovine, e anche lui ne fu entusiasta: da quel momento Il Volo sono diventati artisti 'americani' ".

Stati Uniti, Canada, America latina hanno risposto con entusiasmo. I prossimi traguardi? "L'Asia, i Paesi dell'Est europeo, la Spagna.... E l'Inghilterra, dove abbiamo venduto solo 15 mila copie e possiamo fare molto di più. Penso a un grande evento, magari alla Royal Albert Hall. A New York ci hanno offerto quattro concerti in primavera al Radio City Music Hall per un totale di 22 mila spettatori. Vedremo, io preferisco non esagerare, ho sempre timore di farmi male. Accetteremo se saremo in grado di fare il sold out in prevendita, non voglio finire come tanti a regalare biglietti alle radio o alle scuole. Deve essere un trionfo".

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