Viagogo condannata a svelare i nomi di chi trae profitto dal secondary ticketing

Viagogo condannata a svelare i nomi di chi trae profitto dal secondary ticketing

Costretta da una sentenza della Corte Suprema britannica a rivelare i nomi degli utenti che hanno tratto profitto dalla rivendita di biglietti per le partite di rugby della nazionale inglese, il sito di secondary ticketing Viagogo ha replicato che il provvedimento è "vano" e che ha finito per dare un'ulteriore spinta alla sua attività.

La vertenza giudiziaria innescata dalla Rugby Football Union (RFU) è seguita con grande attenzione dall'industria musicale, colpita dal fenomento del "bagarinaggio elettronico" soprattutto in occasione dei grandi eventi come i concerti ormai imminenti dei Rolling Stones a Londra (dove i prezzi dei tagliandi rimessi in circolazione sono saliti alle stelle, fino addirittura a 11mila euro per i posti migliori). Ma il portavoce di Viagogo Ed Parkinson ha replicato che lo svelamento dei nomi dei clienti è relativo a episodi ormai vecchi di anni e non è destinato a ripetersi in futuro, aggiungendo che dal caso la società ha solo tratto benefici. "Ecco come stanno le cose", ha detto. "Non solo è ancora legale comprare e vendere biglietti per le partite di rugby, ma le nostre vendite sono schizzate verso l'alto, tanto che oggi siamo il più grande mercato di biglietti per le partite di rugby del pianeta. Grazie alla RFU e alla pubblicità che ha generato su questo caso, il nostro volume d'affari si è incrementato e la nostra protezione dei dati è migliorata, cosicché gli appassionati possono comprare e vendere biglietti su Viagogo con la assoluta certezza che in futuro le informazioni che li riguardano verranno mantenute riservate".

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