Viva in vendita: in lizza AOL Time Warner e Viacom/MTV

La via europea alla televisione musicale è a rischio di estinzione? Sembrerebbe proprio di sì, se le indiscrezioni rivelate al settimanale tedesco Der Spiegel da uno dei fondatori di Viva Media, Helge Sasse, verranno confermate.

Sasse sostiene che l'emittente di Colonia, in crisi finanziaria e reduce da un anno contraddittorio (recentemente ha battuto la ritirata dal mercato italiano, vedi news), fa comunque gola ai colossi mediatici americani AOL Time Warner e Viacom (titolare del rivale storico MTV), pronti a darsi battaglia per acquisirne il pacchetto di maggioranza. Soprattutto se dovessero essere Viacom e MTV a prevalere, il fatto sarebbe clamoroso e decreterebbe la fine di fatto di ogni concorrenza internazionale per il network musicale made in USA (ma che ne direbbe l'antitrust?). Non stupisce quindi che management e azionisti attuali di Viva preferiscano di gran lunga l'eventualità di un assorbimento nella scuderia AOL Time Warner che – in qualità di possessore della major discografica Warner Music - detiene già il 15,3 % del capitale e garantirebbe indipendenza di contenuti e di gestione rispetto alla principale concorrente.
In palio ci sono le quote di Viva attualmente in mano alla britannica EMI e alla francese Vivendi Universal, a loro volta titolari del 15,3 % ciascuna ma determinate entrambi a disfarsi di investimenti non ritenuti strategici rispetto ai business plan del futuro: acquisendo i pacchetti delle due major discografiche Viacom o, a maggior ragione, AOL Time Warner, assumerebbero di fatto il pieno controllo della società.

Zoppicante anche per le traversie subite in Borsa (il titolo principale del gruppo ha perso il 10 % negli ultimi dieci giorni al Nuovo Mercato di Francoforte), Viva è valutata oggi intorno ai 65 milioni di €; il fatturato 2001 ammonta a 60,1 milioni di €, a fronte di un disavanzo di gestione di 9,65 milioni di €. Nonostante le recenti disavventure, l'emittente non rinuncia ai suoi piani di sviluppo ed ha in programma l'apertura di filiali in Francia e in Spagna nel corso dell'anno. Non solo: a conferma delle voci che già circolano da tempo tra gli addetti ai lavori, sembra proprio che Viva voglia ritentare anche l'avventura italiana (con quale partner non è ancora chiaro) dopo la conclusione infelice della joint venture con Rete A, di cui peraltro possiede ancora il 5 %. Con l'emittente di Alberto Peruzzo (vedi news), lo scontro di “culture” era apparso evidente fin dall'inizio, ma in ogni caso, se deciderà di ripresentarsi sul mercato italiano, la TV tedesca dovrà probabilmente correggere il tiro: neppure i discografici italiani sembravano aver gradito troppo la formula di programmazione e l'impaginazione “alla tedesca”, considerate poco adatte al pubblico e al gusto locale.
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