Nevruz, 'La casa e gli spiriti perduti': 'Per fortuna ho la musica'

Nevruz, 'La casa e gli spiriti perduti': 'Per fortuna ho la musica'

Ride sempre, Nevruz. Anche quando da ridere ci sarebbe poco, e forse è da questo che si capisce che parla sul serio. Il suo "primo" album (tecnicamente non il primo, seguendo quello pubblicato subito dopo la partecipazione a X Factor, "ma quello non l'avevo scritto io, e quindi di 'mio' aveva ben poco"), "La casa e gli spiriti perduti", è da poco disponibile su iTunes, e a breve lo sarà anche in versione fisica: otto brani in tutto, di durata quasi beatlesiana (2 minuti e mezzo la media, salvo un paio di eccezioni).

"Io l'avrei fatto più lungo", scherza lui: "Fosse stato per me, ci avrei messo dentro una ventina di canzoni. I miei produttori tuttavia hanno selezionato una rosa di brani - i meno sperimentali e più d'impatto - omogenei, per atmosfere e carattere, e io mi fido ciecamente di loro". Non che il disco sia un prodotto in un certo senso "addomesticato": "In due brani, '118' e 'Siamo nudi', uso una particolare chitarra baritono, una Fender Jagstang, che con un particolare trattamento del segnale e delle modifiche appositamente studiate mi permette di ricreare anche i suoi di basso e sintetizzatore. I tecnici del suono, quando l'hanno vista e soprattutto sentita, non credevano alle proprie orecchie".

Otto canzoni scritte in un lasso di tempo molto ampio, "otto poesie" nate "a ridosso del ventesimo secolo, prima e durante l'inizio della crisi economica globale": "Perché questi sono tempi duri", dice lui, "E' vero che magari una volta c'era più interesse, ma l'impressione che ho è che, quando iniziano a mancare i soldi, l'arte e la cultura siano le prime cose ad essere tagliate. Anche se, a conti fatti, sono sempre quelle, anzi le uniche, destinate a rimanere".

Il tono di voce cambia mentre si parla dell'esperienza vissuta da Nevruz lo scorso maggio, quando la sua casa in provincia di Modena fu distrutta dai ben noti eventi sismici che misero in ginocchio la regione. Lui di Italia Loves Emilia e di musica, al proposito, non parla: "E' stato un qualcosa di talmente radicato nella mia vita che non so nemmeno quanto avrei voglia di parlarne in un disco", ammette, "Il titolo dell'album, 'La casa e gli spiriti perduti', era già stato deciso, e quando è successo mi sono venuti i brividi. Di questa cosa ne hanno parlato tanti cantanti, ma non ho idea di quanti l'abbiano vissuta come l'ho vissuta io. Intendo sulla mia pelle. Con il lavoro che faccio è dura. Mi trovo sempre a spostare strumenti, materiale: vivo fuori di casa da allora, e so che per almeno i prossimi due anni non potrò tornarci, e se non fosse stato per amici e vicini che mi hanno dato una mano non so se ce l'avrei fatta. Perdere tutto in 40 secondi non è una cosa che si può spiegare. Ma mi considero fortunato, perché comunque mi rimane la musica. Anche se la mia macchina l'altro giorno mi ha lasciato a piedi".

Allo studio, per promuovere il disco, c'è anche una tournée, che auspicabilmente potrebbe prendere il via in primavera: "Sul palco non voglio portare il classico concerto rock", anticipa Nevruz, "Mi piacerebbe far confluire nello spettacolo teatro, avanspettacolo, cinema, cabaret e tutto il resto. I dettagli li posso solo immaginare, tutto dipenderà dal budget, ma sarà qualcosa di davvero speciale. Voglio che la gente che verrà a vedermi possa tornare a casa pensando: 'Finalmente: sono proprio contento di aver spento la tv ed essere venuto qui'. Giocare con la musica, le arti visuali... tutto. Come direbbe Demetrio Stratos, sarà 'giocare col mondo facendolo a pezzi'. Al massimo non sarà lunghissimo, ma così - almeno - i miei discografici capiranno", è l'ironica chiusa, "e la prossima volta mi lasceranno fare un disco più lungo".

Nevruz è inoltre presente nel cast del film di prossima uscita "Solo per amore", insieme a Tre Allegri Ragazzi Morti, l'ex Pitura Freska Skardy, Ivan Cattaneo e Righeira, dedicato alla scene indipendente italiana.

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