BMG chiude in Grecia e si appoggia alla EMI: sarà un caso isolato?

Se non ricordiamo male, una cosa del genere non si era mai vista da quando le “grandi sorelle” della discografia (prima sei, e poi cinque) sono sbarcate, tanto tempo fa, in tutta Europa: la BMG, una delle più potenti case discografiche del mondo, chiude bottega in Grecia per affidare la gestione in loco del suo repertorio a una delle grandi rivali, la major britannica EMI Music.
Ora, la Grecia può sembrare agli occhi dei più un mercato marginale e poco rappresentativo della scena musicale odierna. Ma non stiamo neppure parlando dell'America latina flagellata dall'inflazione o di un paese remoto e in via di sviluppo: e la notizia può essere indicativa dello stato di allarme rosso in cui versa il mercato discografico nonché dell'umore sfiduciato che circola tra gli addetti ai lavori. Altro che “localizzazione” delle multinazionali: i cordoni della borsa si stanno stringendo e di questo passo, viene da pensare, nessuno (neppure l'Italia: sempre sotto tiro per il problema irrisolto della pirateria, non dimentichiamolo) può dormire sonni tranquilli: ci salverà dalla retrocessione in serie B, forse, soltanto la capacità comprovata di sfornare di tanto in tanto qualche pop star capace di trasformarsi in “top seller” internazionale.
Torniamo al dettaglio dell'inedita joint venture siglata da BMG ed EMI (che dunque conservano buoni rapporti dopo il fallito tentativo di fusione di qualche tempo fa: che vogliano riprovarci?): sul mercato greco, d'ora in poi, marketing, promozione e vendite del catalogo BMG (Santana e Christina Aguilera, Dido e Elvis Presley) saranno affidati alle cure della sede locale della Capitol, mentre l'altra etichetta della famiglia EMI, la Virgin, fornirà lo stesso tipo di servizi per conto della J Records, il marchio che ha lanciato la nuova stella Alicia Keys e che la stessa casa tedesca gestisce in complicità con il suo fondatore Clive Davis. La BMG, dal canto suo, manterrà un ufficio ad Atene soltanto per gestire il business delle edizioni musicali e sbrigare le questioni amministrative.
Maarten Steinkamp, responsabile della major per l'Europa orientale e continentale, spiega di aver scelto la EMI come partner in considerazione della sua forza sul mercato locale e della sua comprovata abilità nel vendere il repertorio di provenienza internazionale; il suo interlocutore alla EMI, Emmanuel de Buretel, replica che per la sua casa discografica l'accordo significa la possibilità di ampliare il roster ad una gamma di artisti di sicuro potenziale commerciale. Quello che i comunicati ufficiali non dicono, nel florilegio di reciproci complimenti e promesse di successo, è che una tale decisione, dettata da motivi di pura convenienza economica, suona come un campanello d'allarme per tutta l'industria. Qualcosa di simile aveva fatto di recente la Edel, che ha rinunciato a tenere in piedi filiali di rappresentanza in paesi-chiave del mercato musicale come la Francia e la Spagna ritenendole non remunerative (vedi news). Ma l'etichetta di Michael Haentjes è una “indie” ancora in affanno per le disavventure finanziarie del recente passato, mentre la BMG è un colosso dai mille tentacoli e con le spalle coperte dalla holding multimediale Bertelsmann.
Sembra quasi di tornare indietro nel tempo, agli anni del pre-boom discografico, quando le grandi etichette internazionali (allora quasi tutte americane) se ne stavano asserragliate nei loro quartieri generali, preoccupandosi solo che i dischi prodotti in casa arrivassero nei negozi di tutto il mondo. D'accordo, la Grecia è una cenerentola del mercato musicale. Ma non vorremmo che in giro circolasse di nuovo aria di smobilitazione.
Dall'archivio di Rockol - Music Biz Cafe, parla Claudio Buja (presidente Universal Music Publishing)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.