La FIMI oggi al vertice su Sanremo: 'Ma sui costi non si discute'

La FIMI oggi al vertice su Sanremo: 'Ma sui costi non si discute'
Disponibili ad allargare trilateralmente la trattativa sul Festival (coinvolgendo da subito al tavolo negoziale il Comune di Sanremo), ma irremovibili sulla questione delle spese di partecipazione alla manifestazione, che le case discografiche non intendono più sobbarcarsi neppure in minima parte.
Così il direttore generale della FIMI, Enzo Mazza, sintetizza la linea di condotta dell'associazione di categoria a poche ore dall'incontro con i vertici Rai, fissato per oggi, lunedì 3 giugno a Roma (vedi news). “La posizione delle aziende associate è già stata espressa con chiarezza: molte di loro hanno esplicitamente ventilato la possibilità di prendersi un anno 'sabbatico' di assenza dal festival, se le questioni che ci stanno a cuore – quella che riguarda i costi in primis – non verranno affrontate e risolte nel modo migliore”.
Mazza, che farà parte della delegazione FIMI in missione a Roma accanto al presidente dell'associazione Alberto Pojaghi e ai vicepresidenti Piero La Falce e Mario Limongelli, preannuncia invece un atteggiamento più flessibile dei discografici sugli altri temi all'ordine del giorno, prima fra tutte l'ipotesi di trasferire la manifestazione in altra sede. “Tutto è legato a quanto ci diranno i vertici Rai”, anticipa il direttore generale della FIMI nonostante le voci rilanciate sabato all'agenzia ANSA di un contatto con l'amministrazione comunale di Venezia, indicata come possibile sede alternativa.
Mazza commenta anche le notizie provenienti da Sanremo, dove - stando a quanto riporta un articolo pubblicato sulle pagine locali del quotidiano La Stampa - il Comune ha deliberato per altri cinque anni il rinnovo della convenzione in scadenza con la Rai (si parla di 8 milioni di € all'anno), mentre l'assessore al turismo Antonio Bissolotti si dichiara disponibile a promuovere un incontro tra i rappresentanti dell'industria e quelli degli albergatori e ristoratori sanremesi, accusati dai discografici di offrire servizi scadenti a prezzi inaccettabili. “Il fatto che Bissolotti percepisca il montare di un malcontento e che riconosca la necessità di un diverso atteggiamento nei confronti del festival mi sembra significativo”, dice Mazza; “alla Rai chiederemo anche di indicare una sede in cui si possa discutere a tre, noi, TV pubblica e Comune, in modo da valutare quali siano le reali prospettive di un festival a Sanremo per il prossimo anno”.
Resta lo scoglio dei costi: Pippo Baudo (vedi news) ha fatto capire che la Rai è disposta a contribuire in maniera più sostanziosa, ma che una copertura totale non è immaginabile …“E' un problema che deve risolvere l'ente pubblico”, replica Mazza. “Le aziende FIMI hanno fatto fronte comune nel dire che su questo argomento non c'è margine di manovra”.
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