Arisa: un nuovo disco per voltare pagina

Arisa: un nuovo disco per voltare pagina

Esplicita, determinata, volitiva: è un’Arisa che (se non la conosci) non ti aspetti quella che incontra la stampa per chiacchierare di parecchi argomenti, prendendo spunto dall’uscita di “Amami Tour”, un disco composito che è un po’ un best of, un po’ un live e un po’ un veicolo per un paio di inediti che segnano (soprattutto il secondo) l’inizio di una nuova fase nella carriera della cantante.
“Questo è il disco che chiude il mio contratto con Warner, poi vedremo…” esordisce Arisa, che lo definisce “un lavoro ben riuscito” e che documenta anche gli ottimi frutti dei live della stagione di concerti appena conclusa. Ma subito sposta la conversazione sul futuro, prossimo e venturo: “Mi piacerebbe fare esperienza fuori dall’Italia, per imparare cose nuove e tornarmene arricchita personalmente e artisticamente; un po’ come la protagonista del mio romanzo ‘Il paradiso non è un granché’, sarei disposta anche a fare un lavoro diverso da quello dell’artista per mantenermi. Non vorrei fare la turista, vorrei avere il tempo di imparare. Potrei andare a Bristol, per esempio: è la patria del trip-hop, io sono da sempre una fan dei Massive Attack e la mia prima canzone, ‘Spirali e vortici’, era nel loro stile” rivela. E aggiunge: “Ma so già che sarà difficile se non impossibile, non fanno altro che chiedermi di fare cose nuove e fatico a star dietro alle proposte” (intanto fa sapere di aver cambiato manager, e che Valerio Soave della Mescal è stato rimpiazzato da Tino Silvestri, ex discografico Warner).
Ovvio chiederle se ha progetti sanremesi: “Mi sono svegliata tardi, quest’anno, e un po’ è un peccato perché avrei avuto un gran pezzo da presentare… che sarà quest’anno Sanremo senza di me?” scherza (ma non troppo). E però commenta: “Del resto dobbiamo sfatare il mito che se non si passa da Sanremo non si va da nessuna parte”. Anche perché, osserva, per lei Sanremo è stato (anche) un problema: “Sarei voluta partire lenta, diesel, e invece la vittoria al Festival mi ha fatto decollare come un razzo. Sognavo di essere la Regina Spektor italiana e sono diventata ‘quella di ‘Sincerità’. Per carità, è andata benissimo così, ma i miei progetti ne sono stati sconvolti”.

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Dei due inediti dell’album in uscita, ad Arisa più che “Meraviglioso amore mio”, scritta per il film di Fausto Brizzi “Pazze di me”, interessa “Senza ali”, scritta da lei insieme al suo pianista Giuseppe Barbera. “Le canzoni sono per me un veicolo per dire a tanta gente quello che non ti senti di dire a una persona sola” teorizza, “e quella indicata da ‘Senza ali’ è la mia nuova direzione”.
A proposito dei molteplici impegni che l’hanno occupata nei mesi scorsi, di X Factor preconizza: “Vincerà Chiara, e a me sta bene; voglio che i miei Frères Chaos vadano in finale, e poi che la loro canzone – un gran pezzo di Marco Guazzone – riesca a passare per radio”; della sua esperienza da doppiatrice per il film a cartoni animati “Un mostro a Parigi” spiega: “mi ha insegnato a conoscere meglio la mia voce e a calibrarla su qualcosa che non esce da me ma arriva da fuori”; della seconda partecipazione cinematografica (al film di Neri Parenti “Colpi di fulmine”, di imminente uscita nelle sale) dice con entusiasmo: “La macchina del cinema è meravigliosa, ti insegna a gestire la fisicità, e mi ha molto divertito interpretare, parlando nel mio dialetto, il ruolo di una donna di campagna semplice e saggia”.
I prossimi appuntamenti dal vivo con Arisa sono fissati per il 4 febbraio all’Arcimboldi di Milano e per il 7 febbraio all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

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