NEWS   |   Industria / 31/05/2002

Vivendi, il cda dà fiducia a Messier (ma lo tiene sotto controllo)

Vivendi, il cda dà fiducia a Messier (ma lo tiene sotto controllo)
Qualcuno aveva scommesso su un colpo di scena, considerando il fatto che la poltrona di Jean-Marie Messier si era fatta parecchio traballante dopo il crollo delle azioni in Borsa, le feroci polemiche seguite al licenziamento di Pierre Lescure da Canal Plus e il piano abortito di fondere Tele + con la Stream di Rupert Murdoch: invece il “boss” del colosso francese Vivendi Universal è uscito intatto e confermato nei suoi poteri dall'ultimo meeting con il consiglio di amministrazione della società, durato quasi nove ore, nei quartier generali della multinazionale a New York.
Messier era sotto il mirino del cda anche a causa della disinvolta (e, secondo alcuni, dissennata) politica di acquisizioni messa in atto negli ultimi due anni. Ma i 18 membri del consiglio gli hanno rinnovato la fiducia, cercando nel frattempo di valutare le opzioni a disposizione per alleggerire il pesantissimo debito che grava oggi sulla società (ben 17,4 miliardi di dollari, 18,67 miliardi di €).
Com'era già trapelato (vedi news), una delle soluzioni al vaglio di Messier consiste nel ridurre la quota di controllo che la multinazionale possiede nel capitale di Vivendi Environment, la “utility company” che si occupa della gestione delle acque potabili in Francia: al momento però i vertici aziendali mantengono uno stretto riserbo sulle loro prossime mosse. “La strategia – spiega un comunicato diramato al termine del meeting di mercoledì 29 maggio – si basa sulla continuazione del programma di riduzione del debito e sulla crescita interna del business della società. Il consiglio ha espresso il suo augurio che il team di management si concentri sull'implementazione di questa stessa strategia”: come dire che Messier è stato comunque richiamato all'ordine e in qualche modo posto sotto tutela, come dimostrerebbe anche la creazione di un “comitato di governo”, presieduto dal vicepresidente Edgar Bronfman Jr. e da Marc Vienot (presidente del collegio dei revisori), che avrà l'incarico di verificare le politiche del gruppo sul piano internazionale.