Google Play, accordo di licenza con Armonia (SACEM, SGAE e SIAE)

Fresca di debutto in Italia, la piattaforma di musica digitale Google Play ha firmato un contratto di licenza con Armonia, il primo "licensing hub" per servizi online attivo a livello paneuropeo e nato su iniziativa delle società degli autori SACEM (Francia), SGAE (Spagna) e SIAE. L'accordo autorizza l'accesso a oltre 5 milioni e mezzo di brani musicali per tutti i servizi di Google (Google Play Music e Locker, VOD e altri) in Europa e (per certi repertori) nelle nazioni euroasiatiche, nel Medio Oriente, nella penisola arabica, in Africa e nel subcontinente indiano: nel complesso ne sono interessati 31 Paesi. La società francese SACEM ha il mandato di rappresentanza per conto di Universal Music Publishing Group, mentre la spagnola SGAE rappresenta Sony Latin, Peer Latin e SPA.

"Siamo felicissimi di avere raggiunto un accordo con le società che compongono Armonia", ha dichiarato il responsabile del music licensing di Google Sami Valkonen. "Licenze come queste sono importanti per assicurare che gli artisti e i detentori dei diritti vengano compensati equamente per i loro sforzi creativi, e che i provider digitali possano portare sul mercato servizi innovativi a beneficio dei consumatori europei". "Armonia", ha concluso, "rappresenta uno sviluppo positivo nel contesto di una continua riforma del licensing multiterritoriale in Europa, così da contribuire a semplificare e velocizzare il processo di rilascio delle licenze musicali fondamentale per favorire una rapida innovazione".

"La SIAE dà il benvenuto all'introduzione di questo nuovo servizio in Italia, destinato a migliorare l'offerta musicale sul Cloud", ha dichiarato invece il vice direttore generale della società degli autori Manlio Mallia. "Il licensing hub Armonia opera a ventaggio dei titolari dei diritti come dei digital service provider. Rappresenta perciò un passo nella direzione indicata dalla Commissione Europea e anticipa le finalità nella proposta di direttiva sulla gestione collettiva e la riaggregazione dei repertori. Può dunque essere visto come un passo verso l'implementazione della agenda digitale europea".

    Fresca di debutto in Italia, la piattaforma di musica digitale Google Play ha firmato un contratto di licenza con Armonia, il primo "licensing hub" per servizi online attivo a livello paneuropeo e nato su iniziativa delle società degli autori SACEM (Francia), SGAE (Spagna) e SIAE. L'accordo autorizza l'accesso a oltre 5 milioni e mezzo di brani musicali per tutti i servizi di Google (Google Play Music e Locker, VOD e altri) in Europa e (per certi repertori) nelle nazioni euroasiatiche, nel Medio Oriente, nella penisola arabica, in Africa e nel subcontinente indiano: nel complesso ne sono interessati 31 Paesi. La società francese SACEM ha il mandato di rappresentanza per conto di Universal Music Publishing Group, mentre la spagnola SGAE rappresenta Sony Latin, Peer Latin e SPA.

    "Siamo felicissimi di avere raggiunto un accordo con le società che compongono Armonia", ha dichiarato il responsabile del music licensing di Google Sami Valkonen. "Licenze come queste sono importanti per assicurare che gli artisti e i detentori dei diritti vengano compensati equamente per i loro sforzi creativi, e che i provider digitali possano portare sul mercato servizi innovativi a beneficio dei consumatori europei". "Armonia", ha concluso, "rappresenta uno sviluppo positivo nel contesto di una continua riforma del licensing multiterritoriale in Europa, così da contribuire a semplificare e velocizzare il processo di rilascio delle licenze musicali fondamentale per favorire una rapida innovazione".

    "La SIAE dà il benvenuto all'introduzione di questo nuovo servizio in Italia, destinato a migliorare l'offerta musicale sul Cloud", ha dichiarato invece il vice direttore generale della società degli autori Manlio Mallia. "Il licensing hub Armonia opera a ventaggio dei titolari dei diritti come dei digital service provider. Rappresenta perciò un passo nella direzione indicata dalla Commissione Europea e anticipa le finalità nella proposta di direttiva sulla gestione collettiva e la riaggregazione dei repertori. Può dunque essere visto come un passo verso l'implementazione della agenda digitale europea".

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