Zucchero, 'La sesión cubana' e il concerto a Cuba: guarda la videointervista

Zucchero, 'La sesión cubana' e il concerto a Cuba: guarda la videointervista

Era il 1991 quando Zucchero ha suonato al Cremlino di Mosca (è stato il primo artista a tenere un concerto nella fortezza russa dopo la caduta del muro di Berlino). Dopo quell’esibizione, una delle più importanti nella carriera del cantautore emiliano, documentata su un doppio cd dal vivo intitolato “Live at the Kremlin”, a Zucchero è venuta l’idea di realizzare un evento simile anche a Cuba, evento che non è stato facile organizzare e che è risultato sempre troppo costoso.

Da allora sono passati oltre vent’anni. Zucchero, che di strada ne ha fata e di successi ne ha collezionati, può dire finalmente di aver realizzato il suo sogno: farà un concerto a Cuba, l’8 dicembre, durante il quale verrà presentato “La sesión cubana”, nuovo album di Sugar in uscita per Universal, realizzato a L’Avana in compagnia di alcuni tra i maggiori musicisti cubani e con la supervisione di Don Was, produttore già al lavoro con i Rolling Stones per i due inediti inclusi nella raccolta “Grrr!”.

“Organizzare uno spettacolo a Cuba come lo stiamo facendo noi è sempre stato un po' impossibile”, racconta l’artista durante un incontro con la stampa a Milano, “La logistica è molto complicata, per non parlare dei permessi che servono. Lì non hanno nulla, nemmeno le corde per la chitarra, quindi se vuoi fare una cosa organizzata devi far partire tutti da qui, dall’Italia. Il concerto sarà ovviamente gratuito e si terrà all’Istituto d’arte dove c’è un parco enorme, è una struttura post rivoluzionaria fatta da due architetti italiani, ci sono già alcuni studenti che stanno lavorando alla nostra scenografia. Inizierò a breve le prove con parte della mia band e con alcuni dei musicisti cubani che hanno partecipato al disco. Il live poi verrà trasmesso in Italia. Non in diretta per via del fuso, ma in prima serata sì. Stiamo ancora capendo se con Rai o Mediaset”. “Lavorare con Don Was è stato gratificante. Era impegnato con i Rolling Stones e io avevo paura che non ce l’avremmo fatta a finire le registrazioni in tempo: ‘Sei matto?’, mi ha detto Was, ‘Dovevo già essere in studio con i Rolling Stones due giorni fa, c’è Mick Jagger che è incazzato nero…”.

Guarda la video intervista che Rockol ha realizzato alla conferenza stampa di Zucchero:

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Nella nuova prova in studio di Zucchero, che verrà pubblicata il prossimo 20 novembre, trovano spazio sette canzoni inedite e sei brani di repertorio completamente riarrangiati. Oltre al primo singolo “Guantanamera (Guajira)” nell’album sono presenti gli inediti “Love is all around” e “Sabor a ti”, la cover “Never is a moment”, due cover in spagnolo, “Nena” e “Pana”, eseguite in duetto con Bebe, e “Ave Maria no morro”, in lingua portoghese, cantato insieme a Djavan, uno tra i più prestigiosi esponenti della musica brasiliana contemporanea: “Conobbi i musicisti durante un primo viaggio a Cuba al Festival del Sigaro. Mi sono da subito innamorato della cultura e penso che anche la politica abbia avuto una grossa influenza su di me. Quando allora mi era venuta l’idea di realizzare un progetto così a Cuba in molti, discografici compresi, mi hanno detto che mi sarei compromesso la carriera e che mi sarei potuto anche scordare di essere distribuito negli Stati Uniti. Me ne sono sbattuto i coglioni, e guarda caso i miei dischi li distribuiscono lo stesso. Ho cinquantasette anni e sono appagato. Ne ho fatte tante e ne voglio fare ancora molte, anche se perdo una piccola parte del mercato statunitense chi se ne frega. Magari sono cose che dicono le discografiche, magari me l'ha detto sbagliando il mio manager di allora… Non mi importa. Capisco poi che ci siano delle difficoltà, quando ho chiamato David Hidalgo dei Los Lobos per suonare nel disco mi ha detto che dovevo andare io a Los Angeles da lui perché non se la sentiva di venire a l'Avana. Penso che prima o poi ci sarà un’apertura da parte di Cuba, sono allo stremo delle forze”.

Le canzoni del repertorio di Zucchero presenti in "La sesión cubana" e riarrangiate per l’occasione sono diverse: si passa dalle più ritmate “Baila” e “Un kilo”, fino ad arrivare a “Così celeste” e ”Indaco dagli occhi del cielo”: “Pensavo ci fossero canzoni che non erano predisposte ad essere rivisitare con questi ritmi e invence no. L’orchestra di giovani cubani che ha suonato i brani è stata bravissima, sono musicisti molto competenti e umili, sempre con il sorriso sulle labbra. Non volevo fare un disco solamente cubano perché c’era il rischio di fare un disco da nitgh club. Volevo metterci un po' di tex mex, strumenti come il dobro e la steel guitar, e sono molto contento del risultato. Abbiamo suonato anche molto dal vivo, registrando a presa diretta, ci sono pochissime sovrapposizioni. ‘Cuba libre’ e ‘L’urlo’ sono state registrare in una sola session in uno studio degli anni Sessanta con un mixer che tengono come fosse un vero e proprio gioiello. Mi hanno invaso con la loro purezza, li è come essere tornato indietro di cinquant’anni, come visitare un museo vivente. Per me regalare al pubblico cubano questo concerto è una cosa importante, è il mio ringraziamento per quello che mi hanno dato”. Un altro brano del repertorio di Zucchero inserito nel disco e rivisitato è “L’ulro”: “E’ pazzesco che la gente ancora si ricordi di questa canzone, è stato un singolo di ‘Miserere’ del ’92. Il testo originale diceva ‘questo è un urlo che viene è un urlo che va, dal buco del culo al cuore’, mentre in questa versione ho ripulito le liriche. E’ stato Vasco Rossi a mettermi il tarlo in testa: mi aveva chiamato appena uscito il singolo e mi aveva detto ‘’Buco del culo’? Ma ti rendi conto di cosa hai scritto? La prossima che devi fare un testo chiama me che te lo scrivo io’. Da lì mi è venuto il dubbio che forse avevo esagerato”.

Ricapitolando, il disco “La sesión cubana” di Zucchero raggiungerà i negozi di dischi il prossimo 20 novembre, mentre a dicembre verrà pubblicata un’edizione speciale del disco, una scatola in legno, realizzata a mano e personalizzata, a tiratura limitata, che conterrà stampe fotografiche, il vinile di “La sesión cubana”, il disco originale, alcuni videoclip realizzati durante le registrazioni del disco e un sigaro cubano Cohiba.
Il concerto invece si terrà l’8 dicembre all’Istituto Superiore dell’Arte a l’Avana: “Lo farò nello stesso giorno in cui feci il concerto al Cremlino. E’ anche l’anniversario della scomparsa di John Lennon, e come feci in Russia, anche a Cuba suonerò un suo brano per ricordarlo”.

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