NEWS   |   Italia / 20/05/2002

Finisce con un tributo a Jannacci la serata dell’Isola Che Non C’era

Finisce con un tributo a Jannacci la serata dell’Isola Che Non C’era
Si è chiusa con una sorpresa la festa organizzata dal magazine dedicato alla musica italiana L'Isola Che Non C'era: tutti gli ospiti dell'evento, infatti, si sono ritrovati sul palco ad intonare, assieme a Enzo Jannacci, il classico “El portava i scarp del tennis”. La serata, intitolata “Il meglio della canzone d’autore italiana”, era organizzata in occasione del 3° Referendum della rivista, indetto per segnalare le migliori produzioni discografiche e live dello scorso anno. A tirare le fila c’era Gianni De Berardinis, conduttore radiofonico e responsabile del programma “Uomini di parola” su Radio 24.
Ha aperto la serata Pacifico, già pluripremiato per il suo omonimo disco d’esordio. In versione chitarra e pianoforte il cantautore lombardo-campano ha diluito parte della sua carica pop mantenendo invece intatta la capacità di creare raffinate suggestioni. Quando è toccato ad Enzo Jannacci salire sul palco l’atmosfera si è fatta più raccolta per una “Lettera da lontano” particolarmente toccante. L’artista milanese ha ricevuto il premio come “Artista dell’Isola” per la sua quarantennale carriera.
Max Manfredi, che lo ha seguito, ha riconfermato come compositore e come performer la sua statura qualititativa, mentre, per molti, è stata una sorpresa l’esibizione di un altro genovese, Claudio Roncone, sconosciuto ai più, che ha dato vita ad un set molto fluido e accattivante, inevitabilmente caratterizzato dalla sua voce fortemente simile a quella di Fabrizio De Andrè.
Sergio Cammariere ha offerto un set di grande freschezza, ravvivato da una naturale capacità istrionica, durante il quale ha omaggiato Jannacci con una versione di “Passaggio a livello”, un vecchio pezzo del cantautore milanese di cui esiste anche un versione di Luigi Tenco. L’ultimo artista in scaletta era Davide Van de Sfroos, cantore della provincia lombarda con brani dal gran piglio strumentale, che hanno mantenuto anche in una formazione ristretta a due chitarre e fisarmonica.
E poi, appunto, gran finale con tutti gli artisti insieme per un tributo a Jannacci con “El portava i scarp del tennis”. Ma alle prime note il dottore non ha potuto non salire sul palco e cantare il brano con tutti gli altri a fargli il coro.
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