Marilyn Manson in un documentario sul mercato delle armi

Marilyn Manson in un documentario sul mercato delle armi
20 aprile 1999, in Colorado due adolescenti di diciassette e diciotto anni entrano nella loro scuola, la Colombine High School, uccidono dodici compagni e un insegnante e si suicidano. Parte da questo tragico fatto di cronaca “Bowling for Colombine”, il film documentario di Michael Moore che sarà oggi in concorso al Festival di Cannes. Il lungometraggio prende spunto da questo tragico avvenimento per puntare l'obiettivo sul mercato statunitense delle armi da fuoco. “Negli Stati Uniti ci sono duecentoottanta milioni di abitanti e duecentocinquanta milioni di armi”, spiega il regista. “Per comprare una pistola basta avere la patente e rispondere ad un questionario in cui si chiede all'acquirente 'Lei è un deficiente?' o 'E' mai stato ricoverato in una clinica psichiatrica?'”.
Moore nel suo documentario ha raccolto le dichiarazioni di molti personaggi tra cui quelle di Marilyn Manson, accusato dall'opinione pubblica di incitare i ragazzi alla violenza. “Comoda soluzione”, ha commentato il musicista. “Non credo proprio che gli oltre undici mila americani uccisi ogni anno da pallottole siano imputabili a me”.
“Il nostro è un paese dove i presidenti, dal Vietnam all'Iraq, hanno sempre usato ed esaltato l'uso della violenza”, ha concluso il regista del documentario.”Un paese dove tra le lobby più potenti c'è quella dei fabbricanti d'armi, la National Rifle Association, il cui presidente, l'ex attore Charlton Heston, qualche giorno dopo la strage di Colombine ha dichiarato: 'Dovranno passare sul mio corpo se vogliono impedirci la libera vendita delle armi'. (Fonte: Corriere della Sera, La Repubblica, Il Messaggero, Il Giorno)
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