Umbria Jazz e i fondi negati: botta e risposta tra Ministero e assessore Bracco

Umbria Jazz e i fondi negati: botta e risposta tra Ministero e assessore Bracco

Non sembra destinata a affievolirsi la polemica intorno alla sovvenzione negata dal Ministero dei Beni Culturali all'edizione 2013 di Umbria Jazz, una delle manifestazioni di genere più importanti in Italia da anni appuntamento irrununciabile per appassionati italiani e non solo. In un primo momento pareva che il diniego del ministro Ornagi fosse imputabile ad una supposta "mancanza di criteri di qualità" dovuta anche al fatto che il jazz - sempre secondo la vulgata diffusa in un primo momento dalle agenzie - non fosse "espressione diretta di cultura italiana".

Lo staff del ministro, tuttavia, ha voluto chiarire la posizione dell'istituzione per mezzo di un comunicato stampa, che riportiamo integralmente:

Con riferimento a quanto apparso negli ultimi giorni sulla stampa in merito all'esclusione della manifestazione Umbria Jazz dal contributo ministeriale per il 2012, si rendono necessarie le seguenti rettifiche e precisazioni.

Il Ministro Ornaghi non ha mai inviato una lettera a sua firma a Umbria Jazz. Non ha dunque mai scritto, né tantomeno affermato, che il jazz "non è espressione diretta della cultura italiana" secondo quanto riportato da un quotidiano quest'oggi. Tale affermazione non corrisponde in nulla alle convinzioni del Ministro, ed è altresì smentita da tutte le azioni adottate dall’Amministrazione in materia di spettacolo dal vivo, sia nel passato sia in questo anno finanziario.

Va altresì precisato che al Ministro per i Beni e le Attività Culturali non compete l’assegnazione dei contributi economici, essendo tale compito amministrativo affidato dalla legge alla Direzione generale per lo Spettacolo dal vivo, la quale ripartisce la quota destinata alle attività musicali ai numerosi organismi che presentano istanza, sulla base di uno specifico parere adottato dalla Commissione consultiva per la Musica.

Le manifestazioni di jazz vengono correntemente sovvenzionate se in armonia con le disposizioni che regolano la materia (legge 14 agosto 1967, n. 800, e Decreto ministeriale 9 novembre 2007) e se giudicate rispondenti ai requisiti di qualità adottati dalla predetta Commissione consultiva per la Musica, come per tutte le altre manifestazioni di spettacolo. Quest'anno la medesima Commissione ha reso parere favorevole al sovvenzionamento di ben 17 manifestazioni dichiaratamente di jazz (nel 2011 esse furono 15). Molte altre manifestazioni sostenute dal Ministero contengono nei loro programmi importanti avvenimenti jazzistici.

Tali manifestazioni, dunque, sono sempre state apprezzate positivamente e sostenute economicamente dal Ministero. Quanto al caso specifico, si rende noto che l'istanza presentata dalla “Fondazione di Partecipazione Umbria Jazz” di Perugia non è stata ammessa all'esame qualitativo della Commissione Musica in quanto priva del requisito di cui all'art. 4, comma 2, del Decreto ministeriale 9 novembre 2007 (carenza dei tre anni di attività dalla data di costituzione dell'organismo richiedente il contributo, alla data della domanda fissata al 31 gennaio 2012) ed altresì del requisito di cui all'art. 12, comma 1, lett. b, del medesimo Decreto (esclusività della figura del Direttore artistico che risulta in comune con l'Associazione Teatro Mancinelli di Orvieto). Per lo stesso ultimo motivo alla Associazione orvietana è stato conseguentemente negato il contributo. Si tratta di norme certamente severe, ma che da moltissimi anni regolano i contributi ai settori dello spettacolo dal vivo.


Le motivazioni addotte dal ministero, tuttavia, non hanno convinto l'assessore regionale alla cultura Fabrizio Felice Bracco, che ha affidato Umbria News 24 una dura replica: "Voglio sperare che si tratti soltanto di una cattiva interpretazione della documentazione inviata al ministero, perché altrimenti l’esclusione di Umbria Jazz dai finanziamenti ministeriali sarebbe soltanto pretestuosa e quindi da contrastare duramente ed in tutte le sedi possibili", ha dichiarato l'assessore, "Nel 2012 non potendo addurre in maniera credibile una valutazione negativa della qualità artistica di Umbria Jazz, il ministero avrebbe deciso di non ammettere nemmeno alla fase di valutazione la domanda di contributo, eccependo una mancanza di continuità della manifestazione (art. 4 del DM del 2007) e il fatto che Carlo Pagnotta non ne sarebbe direttore artistico in esclusiva (art. 12) ma ‘in comproprietà’ con Umbria Jazz Winter (costola invernale della manifestazione, ndr). Valutazione a dir poco paradossale, visto che la manifestazione orvietana altro non è che una costola della stessa Umbria Jazz. Perché tal vizi, riscontrati nel 2012, non sono stati sollevati nei due anni precedenti?".

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