Grainge (Universal): 'Ecco come immagino Universal dopo l'acquisto di EMI'

Il vuoto lasciato dalla vendita obbligata della Parlophone, in Inghilterra, sarà colmato dalla Capitol Records. E Universal aprirà un ufficio nella Silicon Valley, per essere più vicina alle società californiane all'avanguardia nello sviluppo di software e tecnologia. Sono queste le primizie regalate da Lucian Grainge a HITS DailyDouble nel corso di una lunga e interessante intervista che il presidente e amministratore delegato di Universal Music Group ha concesso al sito americano di informazione musicale affrontando a tutto campo argomenti come pirateria, innovazione tecnologica, equilibri di mercato, rapporti con manager ed etichette indipendenti e - ovviamente - effetti della fusione tra Universal ed EMI.

"Vedo una grande opportunità di tracciare un arco tra la Capitol Records negli Stati Uniti e nel Regno Unito", ha spiegato il manager inglese. "E lo faremo con nuovi artisti (....). Capitol Records, nella West Coast music, è un brand importante. E' una parte importante della cultura della West Coast americana, ed è un punto centrale della mia strategia e delle mie scelte di investimento". Quanto all'altra etichetta principale ereditata dalla EMI, la Virgin, Grainge ricorda che "ha pubblicato Emeli Sandé, in questo momento l'artista che vende più di tutti nel Regno Unito. Credo che ciò dia un'idea dei risultati che ha ottenuto, e sia anche un esempio delle opportunità che esistono nel mercato. Ho sempre creduto che la qualità del roster di un'etichetta contribuisca dal 50 al 75 % alla sua attività di talent scouting. Sono parecchi, gli artisti che la Parlophone ha messo sotto contratto grazie al fatto di avere i Coldplay" (cui, tuttavia, Universal dovrà rinunciare). 

Richiesto di un commento sul "sacrificio" della Parlophone e di altri cataloghi della EMI per intervento della Commissione Europea, Grainge ammette che "abbiamo dovuto disinvestire più di quanto avremmo sperato. Tuttavia, avendo acquisito complessivamente due terzi della EMI possiamo ritenerci molto soddisfatti in relazione a quelli che sono i nostri obiettivi creativi, commerciali e strategici". E quando si tratta delle dolenti note degli esuberi, conferma che "sfortunatamente qualcuno perderà il lavoro, ma questo avverrà nelle aree in cui si verifica una duplicazione. Il nostro obiettivo è di espandere le parti creative della società e di pubblicare più musica". Se sei un A&R, dunque, sei più al sicuro di una persona che lavora al back office, gli chiede HITS? "Si, se sei un A&R bravo", è la risposta di Grainge (sottolineata da una risata), convinto che l'industria abbia la possibilità anzi il dovere, di risollevarsi dalla crisi con idee innovative e creative e che una Universal più forte possa di essere di beneficio per tutti. "Io la immagino come una società musicale in salute, redditizia, ben gestita e di prim'ordine che finanzia, appoggia e rinforza imprenditori e indipendenti come ha sempre fatto".

    Il vuoto lasciato dalla vendita obbligata della Parlophone, in Inghilterra, sarà colmato dalla Capitol Records. E Universal aprirà un ufficio nella Silicon Valley, per essere più vicina alle società californiane all'avanguardia nello sviluppo di software e tecnologia. Sono queste le primizie regalate da Lucian Grainge a HITS DailyDouble nel corso di una lunga e interessante intervista che il presidente e amministratore delegato di Universal Music Group ha concesso al sito americano di informazione musicale affrontando a tutto campo argomenti come pirateria, innovazione tecnologica, equilibri di mercato, rapporti con manager ed etichette indipendenti e - ovviamente - effetti della fusione tra Universal ed EMI.

    "Vedo una grande opportunità di tracciare un arco tra la Capitol Records negli Stati Uniti e nel Regno Unito", ha spiegato il manager inglese. "E lo faremo con nuovi artisti (....). Capitol Records, nella West Coast music, è un brand importante. E' una parte importante della cultura della West Coast americana, ed è un punto centrale della mia strategia e delle mie scelte di investimento". Quanto all'altra etichetta principale ereditata dalla EMI, la Virgin, Grainge ricorda che "ha pubblicato Emeli Sandé, in questo momento l'artista che vende più di tutti nel Regno Unito. Credo che ciò dia un'idea dei risultati che ha ottenuto, e sia anche un esempio delle opportunità che esistono nel mercato. Ho sempre creduto che la qualità del roster di un'etichetta contribuisca dal 50 al 75 % alla sua attività di talent scouting. Sono parecchi, gli artisti che la Parlophone ha messo sotto contratto grazie al fatto di avere i Coldplay" (cui, tuttavia, Universal dovrà rinunciare). 

    Richiesto di un commento sul "sacrificio" della Parlophone e di altri cataloghi della EMI per intervento della Commissione Europea, Grainge ammette che "abbiamo dovuto disinvestire più di quanto avremmo sperato. Tuttavia, avendo acquisito complessivamente due terzi della EMI possiamo ritenerci molto soddisfatti in relazione a quelli che sono i nostri obiettivi creativi, commerciali e strategici". E quando si tratta delle dolenti note degli esuberi, conferma che "sfortunatamente qualcuno perderà il lavoro, ma questo avverrà nelle aree in cui si verifica una duplicazione. Il nostro obiettivo è di espandere le parti creative della società e di pubblicare più musica". Se sei un A&R, dunque, sei più al sicuro di una persona che lavora al back office, gli chiede HITS? "Si, se sei un A&R bravo", è la risposta di Grainge (sottolineata da una risata), convinto che l'industria abbia la possibilità anzi il dovere, di risollevarsi dalla crisi con idee innovative e creative e che una Universal più forte possa di essere di beneficio per tutti. "Io la immagino come una società musicale in salute, redditizia, ben gestita e di prim'ordine che finanzia, appoggia e rinforza imprenditori e indipendenti come ha sempre fatto".

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