Philips presenta alla stampa il registratore per Cd

Un milione e 300 mila lire per acquistare l’apparecchio di registrazione, 15 mila lire per procurarsi un Cd registrabile (ma non riscrivibile) della durata di 74 minuti: la nuova era della duplicazione domestica, con buona pace dei discografici, è cominciata.
Con il registratore CD-R 870 della Philips, presentato alla stampa un paio di giorni fa ai Magazzini Generali di Milano (ma già in circolazione da qualche tempo in Italia) non è più necessario saper maneggiare programmi software e masterizzatori per ottenere una copia di un Cd in qualità digitale: basta collegare l’apparecchio alla fonte sonora e premere il pulsante di start, né più né meno come si fa con un normale registratore a cassette
E come per i registratori a cassette, anche in questo caso la sorgente della registrazione può essere di vario tipo, analogica o digitale: un disco in vinile, una cassetta DAT, ma anche una trasmissione radiofonica o televisiva, oppure una performance dal vivo. I sistemi anticopia codificati nel sistema non consentono invece di trasferire una seconda volta, su un altro Cd, il programma musicale copiato.
La macchina presentata da Philips è pienamente compatibile con il tradizionale sistema Cd audio, e quindi i dischi vergini registrati con il CD-R 870 sono riproducibili su qualsiasi lettore da tavolo, per auto o portatile in circolazione (secondo recenti stime, sono più di 15 milioni oggi in Italia).
Il lettore/riproduttore Philips consente di registrare anche i Cd riscrivibili (che consentono di cancellare le informazioni registrate per far posto a un nuovo programma musicale): ma il prezzo dei Cd vergini, in questo caso, è ancora piuttosto salato (70 mila lire) e non tutti i Cd player sono in grado di leggere i dischetti in questione (che hanno una più bassa superficie riflettente).
Dulcis in fundo, Philips assicura che i prezzi, tanto del lettore che dei dischetti vergini, sono destinati a scendere in fretta, e che già da settembre la gamma degli apparecchi si amplierà con l’introduzione sul mercato di modelli di fascia più economica.
L’industria discografica, intanto, non può fare altro che fare buon viso a cattivo gioco e accontentarsi di intascare le royalty sui Cd vergini e sugli apparecchi di registrazione che la Philips (e altri produttori) versano già alla Siae.
Sarà per questo che alla conferenza stampa organizzata dalla Philips (che nell’occasione ha presentato anche prodotti come il DVD Video e la Flat TV) hanno pensato bene di non farsi vedere?
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