Napster: per Bertelsmann, un'arma a doppio taglio

Thomas Middelhoff, numero uno della corporation teutonica, è ancora convinto che una versione legalizzata e a pagamento di Napster possa riconquistare il suo primato di servizio musicale più popolare della rete. Il manager tedesco lo ha ribadito nei giorni scorsi alla stampa internazionale, provocando un dibattito pubblico sui rischi e i costi che questa sua insistenza potrebbero implicare per Bertelsmann.
Come fa osservare il New York Times, la “scommessa” di Middelhoff rischia di mettere una contro l'altra la capogruppo Bertelsmann con la casa discografica di sua proprietà, BMG, coinvolta accanto alle altre major in una interminabile vertenza legale con la Web company di Shawn Fanning in materia di copyright; Napster, a sua volta, ha accusato in tribunale le grandi case discografiche di pratiche anticoncorrenziali e intimidatorie nei suoi confronti. Il rischio, fa notare il quotidiano newyorkese, è che – in qualunque modo vada a finire la querelle – Bertelsmann si troverà in una posizione scomoda e paradossale, che le imporrà comunque, probabilmente, di pagare cifre ingenti di danni, essendo tra i sostenitori finanziari di Napster: lo stesso Middelhoff ha dichiarato di volere aprire nei confronti della società americana un'altra linea di credito (stimata tra il 15 e i 30 milioni di dollari), da aggiungere ad un primo prestito di 85 milioni di dollari già erogato.
Alcuni esperti legali sostengono anche che un eventuale acquisto di Napster da parte di Bertelsmann potrebbe insospettire il Dipartimento di Giustizia americano, che dallo scorso ottobre indaga sulle presunte attività anticoncorrenziali delle major nell'ambito della musica digitale: soprattutto se la casa tedesca ne approfittasse per mettere a tacere l'istanza che la stessa Web company ha presentato contro l'industria discografica all'antitrust. Un bel rebus per Middelhoff, come si vede, ma anche per Napster, sempre più a corto di soldi e probabilmente incapace, a questo punto, di proseguire sulle sue gambe: numerosi analisti finanziari sostengono che senza una nuova iniezione sostanziosa di capitale (in pratica, senza un passaggio di proprietà a qualche nuovo, facoltoso acquirente), il denaro in cassa basterà a garantirne la sopravvivenza al massimo per un paio di mesi ancora.
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