NEWS   |   dalla Stampa / 21/04/2002

Quale futuro per il ‘vecchio’ disco?

Quale futuro per il ‘vecchio’ disco?
La Repubblica dedica un ampio spazio ad un’inchiesta volta ad analizzare le cause che hanno portato l’industria discografica, negli ultimi anni, sull’orlo del baratro: tra analisi comparate sulle vendite dei prodotti (che rivelano una flessione, rispetto al 1999, del 7,92 %), trovano spazio anche pareri e impressioni di addetti ai lavori. Il dj Linus, ad esempio, non crede che sia il prezzo dei cd la causa di crisi de mercato: “I ragazzi spendono i soldi per i vestiti ma non per la musica: ormai è importante possedere l’’oggetto’, e basta”. Anche Piero Pelù individua, nelle nuove generazioni, una disaffezione verso il prodotto musicale: “Ormai i ragazzi sono attaccati al computer, che li mette in contatto con il mondo: la musica, oggi, si fruisce in MP3”. Ottimista a metà è Piero La Falce, presidente della filiale italiana della Universal: “L’amore per il supporto discografico si sta spegnendo, senza dubbio, ma i margini di recupero sono molto alti. Serve un rinnovamento nell’industria del settore”. (Fonte: La Repubblica)