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19/04/2002
Gordon Haskell: l’uomo (e la sua chitarra)
Quando arte e vita si incontrano: Gordon Haskell, oggi alle Scimmie di Milano per presentare (dal vivo) il suo nuovo album, “Harry's bar”, scrive (e canta) canzoni semplici e belle, divertenti e profonde, accompagnato solo dalla sua chitarra acustica e da un clarino. Così come bella e semplice è la sua persona: Gordon, che – come riportò Rockol lo scorso 13 febbraio – ha avuto a che fare con personalità del calibro di Robert Fripp, è lontano chilometri dall’archetipo della rockstar o dello scontroso songwriter che tutti ci immaginiamo. E sarà lui stesso a confermarcelo, poco dopo la sua esibizione, durante una chiacchierata informale con i giornalisti presenti: “Ho lavorato duro per essere un uomo con la chitarra, e basta. Lo dico perché ho conosciuto un sacco di rockstar, e ogni volta che ne ho incontrata una ho pensato: ‘Cosa ci trova la gente di così speciale in uno s*****o come questo?”. La sua canzone “How wonderful you are” è ora balzata nelle chart inglesi, riportando alla ribalta il talento di Haskell dopo anni di (relativa) permanenza nell’ombra: cosa avrà provato Gordon ad insidiare il primato di vendite di colossi come Britney Spears e ‘NSync? Il nostro, anche in questa occasione, ha le idee chiare: “Le case discografiche possono spendere miliardi di dollari, sterline o euro per vendere dischi, ma non si sono ancora domandati il perché della crisi che le sta mettendo in ginocchio. Una volta un bravo artista e una bella canzone facevano vendere milioni di copie. Oggi la regola rimane valida: non dobbiamo quindi stupirci se una canzone schifosa non venga ascoltata da nessuno, anche se la casa discografica che l’ha prodotta ci ha investito una montagna di denaro”.