Concerti, in Italia i Dire Straits Legends: 'Non siamo una cover band'

Concerti, in Italia i Dire Straits Legends: 'Non siamo una cover band'
Credits: locandina concerto

Non sono i Dire Straits, non sono una cover band. I Dire Straits Legends, in concerto la settimana prossima in Italia (il 25 ottobre con un warm up al Foro Italico di Roma, il 26 al Palasport di Rieti con uno show di beneficenza per la Caritas e la onlus Peter Pan, il 27 al Palarock Citroen di Latina) si presentano, piuttosto, come un'idea, come un "concept". Un frutto della passione sbocciato tra il 2004 e il 2005, una formazione aperta e a porte girevoli da cui sono passati praticamenti tutti i nobili scudieri di Mark Knopfler (escluso il fratello David, che di Dire Straits non vuol più neanche sentire parlare) ma che nel ruolo di frontman e chitarra solista propone un musicista italiano, il quarantaseienne romano Marco Caviglia, per molti anni alla guida di una cover band, Solid Rock, attiva e apprezzata in tutta Europa.

.

"Conoscevo da tempo John Illsey, Phil Palmer e Chris White grazie ad amici comuni che abitano negli Stati Uniti", ci ha raccontato al telefono. "E tutto è nato per caso: un giorno dei primi anni Novanta mi trovavo in un negozio di strumenti musicali sulla 48ma strada, a New York, e mi misi a provare un po' di chitarre. Notai un tipo che mi fissava con insistenza e che a un certo punto, stupefatto, mi disse che suonavo esattamente come Mark Knopfler. Era il suo liutaio di fiducia, Rudy Pensa, ed è stato poi lui a farmi incontrare Knopfler e a introdurmi nel 'giro'. Rudy vive a New York ed è argentino ma è molto legato all'Italia perché i nonni erano originari delle Cinque Terre. Alla fine ha costruito una chitarra anche per me, uno strumento di cui sono ovviamente molto geloso".

"Sono sempre stato un grande fan dei Dire Straits, fin da piccolo", ricorda Caviglia. "Tra una partita a Subbuteo e una sfida sulle piste Scalextric mio cugino Roberto Kunstler, che oggi scrive per Sergio Cammariere e che ha qualche anno più di me, mi faceva sentire la musica che ascoltava lui. Un giorno mi diede una cassetta che, oltre ai brani dei Clash e di altri gruppi, conteneva due o tre canzoni del primo album del gruppo. Rimasi folgorato da 'Sultans of swing' e gli chiesi chi suonava quell'assolo di piano in coda alla canzone. Non mi sembrava possibile che fosse stato eseguito alla chitarra".

L'incontro fortuito con Pensa, Knopfler e i suoi amici ha aperto a Caviglia una strada inimmaginabile: dai concertini nei pub a un tour in compagnia di Steve Phillips dei Notting Hillbillies. "E' così che ho incontrato Palmer, White e gli altri. Ed è così che è nata l'idea di fondare il gruppo". "Non siamo una vera band ed è difficile catalogarci", ammette il chitarrista romano. "Ovvio che senza Knopfler non possiamo chiamarci Dire Straits. Ma non siamo neppure una cover band, degli imitatori, dal momento che sul palco salgono musicisti che hanno fatto la storia del gruppo e che si ritrovano insieme di tanto in tanto per suonare quel repertorio rimasto nel loro cuore e in quello di tantisssimi appassionati. La nostra è una celebrazione. Ed è un progetto che intende andare avanti, considerata l'ottima risposta del pubblico, in maniera sempre più organizzata e strutturata".

L'ultima incarnazione dei Dire Straits Legends, quella che vedremo in Italia, include altri due italiani, il bassista Maurizio Meo e il pianista Primiano Di Biase a fianco di Caviglia, del chitarrista e direttore musicale Phil Palmer (uno che ha suonato davvero con tutti: Bob Dylan e Pete Townshend, Frank Zappa ed Elton John, ma anche Lucio Battisti e Renato Zero, Claudio Baglioni ed Eros Ramazzotti), del sassofonista Mel Collins (per anni nei King Crimson) e di Pick Withers, batterista originale dei Dire Straits che frequentava l'Italia già all'epoca ruggente del beat con Mal e i Primitives, e che per anni ha abitato a Roma conservando una fede calcistica romanista. "Phil ha scelto di non restare troppo fedele agli arrangiamenti originali, anche se ovviamente l'assolo finale di 'Sultans of swing' va eseguito in quel certo modo. E' sua convinzione che non avrebbe senso cercare di replicare certe sonorità degli anni Ottanta e Novanta. L'altra grande differenza con i Dire Straits originali è che noi siamo un gruppo molto più democratico e rilassato. Knopfler, in un certo senso, era un tiranno: lasciava poco spazio agli altri, dal vivo lo show era tutto incentrato su di lui. Noi, invece, abbiamo cercato di ridistribuire i carichi di responsabilità. E anche se tocca a me il ruolo di chitarra solista, come fai a non lasciare spazio a gente come Palmer e Collins?". O a non tenere in considerazione la volontà di Withers...."Lui, che a volte lascia fare, stavolta ha voluto dare un'impronta alla scaletta. E infatti in questo tour suoneremo molto materiale dai primi quattro album, quasi tutto 'Making movies' e gran parte di 'Love over gold' ".

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.